Nicaragua, la riforma militare integra migliaia di volontari nella polizia e crescono le preoccupazioni internazionali

Il governo del Nicaragua, guidato dal presidente Daniel Ortega e dalla co-presidente Rosario Murillo, ha recentemente intrapreso una serie di riforme costituzionali e militari che stanno ridefinendo l’assetto istituzionale del paese. Tra queste, spicca l’integrazione di migliaia di civili nella forza di polizia volontaria, una mossa che ha suscitato preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale.

Polizia Volontaria

Nei dipartimenti settentrionali di Estelí e Madriz, circa 2.500 civili sono stati recentemente arruolati come “poliziotti volontari”. Questi individui, vestiti con camicie bianche e pantaloni neri, hanno prestato giuramento davanti al capo della polizia nicaraguense, Francisco Díaz. Secondo le dichiarazioni ufficiali, questa forza agirà come un “corpo ausiliario e di supporto” alle forze di sicurezza esistenti.

La vicepresidente Rosario Murillo ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, affermando che i nuovi poliziotti volontari sono “uomini e donne coraggiosi, militanti del Fronte Sandinista, sempre pronti a difendere la rivoluzione e la pace”.

Riforme Costituzionali

Questa espansione della polizia volontaria si inserisce in un quadro più ampio di riforme costituzionali approvate nel novembre 2024. Le modifiche includono l’estensione del mandato presidenziale da cinque a sei anni e l’elevazione del ruolo di Rosario Murillo da vicepresidente a “co-presidente”, consolidando ulteriormente il potere esecutivo. Inoltre, la riforma conferisce al governo un controllo più diretto sulle forze armate e di polizia, integrando formalmente la polizia volontaria nella struttura di sicurezza dello Stato.

Preoccupazioni e Critiche

L’opposizione e vari osservatori internazionali hanno espresso profonde preoccupazioni riguardo a queste mosse. La creazione e l’ufficializzazione della polizia volontaria richiamano alla mente le forze paramilitari che, durante le proteste antigovernative del 2018, furono accusate di violazioni dei diritti umani. Organizzazioni per i diritti umani temono che l’integrazione di queste forze nella struttura statale possa legittimare ulteriori repressioni contro i dissidenti.

Mentre il governo sostiene che queste misure siano necessarie per garantire la sicurezza e la stabilità, le critiche interne ed esterne sottolineano i rischi di una deriva autoritaria e la potenziale erosione dei diritti civili e politici. La comunità internazionale continua a monitorare da vicino gli sviluppi, esortando al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.

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