La HSwMS Orion (A201) della Marina Svedese ha servito per circa quarant’anni nel delicato compito di raccolta di informazioni SIGINT.

Nel corso del 2023 ne era stato disposto il ritiro per sopravvenuti limiti di età con la sua sostituzione con la nuova nave Artemis allestita da Saab Kockums.
Peraltro, la situazione internazionale in atto ha spinto la Difesa svedese a rivedere la questione ed è stato deciso di reintegrare l’Orion in servizio affidandole una diversa missione, quella di ricerca e sviluppo per la guerra sui fondali marini, la cd. “seabed warfare“.
A tal fine, l’Orion tornerà in cantiere per sbarcare le attrezzature ed i sistemi di raccolta di informazioni SIGINT e sarà sottoposta alle necessarie modifiche per espletare i nuovi compiti affidati.
In particolare, conclusi i lavori la nave sarà impiegata dalla Marina svedese come banco di prova per testare droni subacquei di nuovo tipo e tecnologie per il monitoraggio delle infrastrutture critiche sottomarine.
Nei piani della Difesa svedese l’Orion tornerà ad essere pienamente operativa nel nuovo ruolo entro il 2028 per rispondere alle pressanti esigenze di protezione dei cavi dati e condotti energetici nel Mar Baltico, a seguito delle crescenti minacce ed a casi conclamati di sabotaggio.
Caratteristiche della HSwMS Orion (A201)
La HSwMS Orion (A201) ha un dislocamento di circa 1.200 tonnellate, lunghezza di 61,2 metri, larghezza di 11,7 metri e pescaggio di 3,8 metri.
La propulsione è affidata ad una coppia di motori diesel Hedemora che le consentono di raggiungere una velocità massima di 12 nodi.
Ai tempi del servizio SIGINT la nave era gestita da un equipaggio di 26 marinai, di cui 8 ufficiali, a cui si aggiungeva il personale del Försvarets Radioanstalt (FRA) che gestiva le apparecchiature di intelligence.
Stante i suoi particolari compiti la nave non aveva armamenti e la difesa era affidata ai fucili e pistole in dotazione al personale; era ed è prevista la predisposizione a ricevere un cannone/mitragliera 40L70 da 40 mm su una sovrastruttura a prora.
Fonte e foto credit @Försvarsmakten


