A Kuala Lumpur, a margine di incontro ASEAN, India e Stati Uniti hanno sottoscritto un accordo quadro per la cooperazione nel settore della Difesa per i prossimi 10 anni.

A sottoscrivere gli accordi in questione sono stati il Ministro della Difesa indiano Rajnath Singh e il suo omologo statunitense, il Segretario alla Guerra Peter Hegseth.
Scopo del nuovo accordo decennale è rafforzare il coordinamento, la condivisione delle informazioni e la cooperazione tecnologica tra i due Paesi.
L’accordo rappresenta uno sviluppo importante della cooperazione militare bilaterale tra India e Stati Uniti, prevedendo la tenuta di esercitazioni congiunte, la condivisione di notizie e dati di intelligence e potenziali trasferimenti di tecnologia, nonché nuovi acquisti di sistemi d’arma ed equipaggiamenti statunitensi da parte delle Forze Armate di Nuova Delhi.
Il contenimento della Cina da parte degli Stati Uniti
Ovviamente, il nuovo patto di difesa tra Nuova Delhi e Washington deve essere letto in chiave di contenimento delle ambizioni di Pechino; nonostante il recentissimo vertice tra il Presidente Trump ed il Presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping che ha appianato diverse questioni economiche e commerciali, le divergenze tra Stati Uniti e Cina rimangono notevoli su diversi nodi, da Taiwan all’espansionismo militare nel Mar della Cina meridionale che crea attriti e crisi.
Infatti, il Segretario alla Guerra Hegseth ha espresso viva preoccupazione per le attività cinesi nel conteso Mar Cinese Meridionale ed intorno a Taiwan, ammonendo la Cina che gli Stati Uniti intendono difendere i loro interessi nell’area e mantenere gli equilibri nella regione Indo-Pacifico.
Rotta di collisione tra Pechino e Nuova Delhi
Da parte sua, Nuova Delhi ha più di un problema con Pechino nelle regioni settentrionali di confine e nel sostegno economico-militare che la Cina assicura al Pakistan, Paese con cui l’India ha pessimi rapporti che sfociano in violenti scontri armati; nella recente disputa bellica tra Islamabad e Kabul si è delineato un insolito ed imprevedibile “asse” tra i Talebani e l’India che si è detta pronta a garantire l’integrità territoriale afghana.
Inoltre, l’intensa attività diplomatica cinese svolta nei confronti dei Paesi limitrofi l’India è mal vista a Nuova Delhi poiché, secondo il Governo Modi, delinea un progetto cinese di creare attorno al sub continente indiano una rete di Paesi amici, di hub commerciali e basi militari, una sorta di accerchiamento inteso a voler imbrigliare le ambizioni di potenza indiane.
In questo quadro, l’India risponde stringendo accordi di partnership con Australia, Filippine e Giappone ed invia sempre più spesso propri Gruppi Navali tra Mar Arabico, Corno d’Africa e Mar Rosso, proprio dinanzi alla base cinese a Gibuti; inoltre, il Governo Modi ha spinto l’acceleratore sulla vendita di equipaggiamenti militari tra cui i missili supersonici d’attacco BrahMos venduti alle Filippine ed all’Indonesia e per i quali è in trattativa anche con il Vietnam altro Paese che ha più di una questione aperta nel Mar della Cina meridionale.
Fonte e foto credit @US Department of War

