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Penisola coreana in ebollizione tra esercitazioni, lanci di missili e fallimenti tecnici e diplomatici

A seguito dell’ultimo lancio eseguito dalla Corea del Nord di un missile balistico a lungo raggio che ha sorvolato l’arcipelago del Giappone prima di inabissarsi nel Pacifico, si sono registrati diversi eventi.

Una prima reazione si è avuta con l’esercitazione di bombardamento aereo nella quale sono stati impegnati quattro cacciabombardieri F-15K dell’Aeronautica Sud Coreana insieme a quattro cacciabombardieri F-16 dell’USAF che hanno sganciato bombe JDAM a guida ins/gps su un bersaglio posto in un’isola disabitata dinanzi le coste sud coreane. Obiettivo di questa esercitazione era inviare un messaggio a Pyongyang sulla capacità dei due alleati di essere perfettamente in grado di colpire con precisione obiettivi strategici in caso di necessità.

Una seconda risposta, questa volta sudcoreana, si è risolta in un grave fallimento, perché nella base militare vicino alla città costiera di Gangneung un missile balistico a corto raggio Hyunmoo-2C, preparato per un lancio dimostrativo, è precipitato subito dopo il lancio e si è schiantato contro le infrastrutture, provocando un incendio con il suo carburante.

La terza reazione è stato il lancio da parte degli Stati Uniti e della Corea del Sud di due coppia di missili balistici a corto raggio ATACMS contro bersagli simulati nel Mar Orientale nell’ambito di un’esercitazione congiunta.

Inoltre, gli Stati Uniti hanno inviato nelle acque coreane la portaerei a propulsione nucleare Ronald Reagan, dopo che la scorsa settimana il suo Carrier Strike Group aveva eseguito esercitazioni congiunte con la Marina Sud Coreana, sopratutto, con particolare attenzione al contrasto di sottomarini.

Ovviamente, il lancio del IRBM nordcoreano ha indotto Tokyo ad elevare i livelli di allarme delle Forze di Autodifese ed a “varare” una serie di esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti.

Il Presidente statunitense Biden ha avuto un colloquio telefonico con il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida; Stati Uniti e Giappone concordano che il lancio del IRBM da parte nordcoreana rappresenta un pericolo per il popolo giapponese, destabilizzante per la regione ed una chiara violazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ma la Corea del Nord prosegue a lanciare missili; infatti, stamane sono stati registrati due lanci, uno di un missile balistico a corto raggio che ha finito la sua corsa 217 miglia, toccando un’altezza massima di 62 miglia, prima di inabissarsi nel Mar del Giappone ed il secondo che ha volato per 500 miglia ma con solo 30 miglia d’altezza, lanci che hanno messo in stato d’allarme il Giappone.

A New York, presso l’ONU, si registra il sostanziale stallo del Consiglio di Sicurezza con Mosca e Pechino che impediscono l’adozione di risoluzioni più stringenti nei confronti di Pyongyang, nonostante le pressioni di Washington e di atri dieci Stati membri del Consiglio di Sicurezza.

Immagine Ministero delle Forze di Autodifesa Giapponesi

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