venerdì, Settembre 17, 2021

Portaerei cinese Liaoning seguita da unità statunitensi e giapponesi

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La portaerei della Marina cinese Liaoning ed il suo gruppo da battaglia hanno attraversato lo stretto di Miyako ma il loro viaggio è seguito a debita distanza da almeno due cacciatorpediniere classe Arleigh Burke dell’US Navy e dal cacciatorpediniere giapponese JS Suzutsuki.

Oltre alla componente navale i Tokyo ha inviato un aereo da pattugliamento marittimo Kawasaki P-1, un Lockheed P-3 Orion ed un velivolo per SIGINT/ELINT.

Il gruppo da battaglia cinese è composto da diverse navi di recente costruzione: un cacciatorpediniere Type 055 “Renhai”, due cacciatorpediniere Type 052D “Luyang II”, una fregata Type 054 “Jiangkai” ed una unità supporto logistico.

Fonte: OSINT 1

Stretto di Miyako

Non si tratta della prima volta che la portaerei cinese solca le acque dello stretto di Miyako in quanto ha già effettuato questa operazione nel giugno 2019 e nel dicembre 2016.

Lo stretto di Miyako, conosciuto anche come Karema Gap, non è solo importante ma è essenziale per la Marina cinese in quanto è uno dei pochi punti di accesso all’Oceano Pacifico per la flotta del Mar Cinese Orientale.

Data l’importanza di questo passaggio il Giappone ha schierato sull’isola di Moyako una una batteria missilistica costiera Type-12 SSM ed una batteria antiaerea Type-003.

Operazioni nello stretto

La Marina Popolare Cinese è stata la prima ad effettuare una esercitazione su larga scala nello stretto. Nell’aprile del 2010 ha impiegato cacciatorpedinieri lanciamissili Sovremenny, fregate e sottomarini. Da quel momento la tensione è salita e sempre più di frequente i due paesi asiatici effettuano manovre militari in zona.

Diaoyutai senkaku.png
Nel riquadro giallo le isole di Senkakus

Nel settembre 2012 il Giappone ha addirittura acquistato le isole di Senkakus, poste poco più a ovest del Kerama Gap, e le ha nazionalizzate. Le isole erano chiaramente contese sia della Cina che da Taiwan. Pechino di tutta risposta ha esteso la propria zona di identificazione aerea (ADIZ) sopra il piccolo arcipelago.

Difesa anti-nave

Type 12 (AShM) firing, Japan GSDF.jpg

I giapponesi, come prima accennato, hanno installato sull’isola una batteria missilistica antinave. Si tratta della batteria Type 12 prodotta dalla Mitsubishi ed in servizio, a partire dal 2012, presso la Forza di autodifesa terrestre. La Type 12 nasce dall’esigenza di sviluppare una piattaforma antinave superficie-superficie per sostituire i Type 88 (o SSM-1) in servizio.

Il missile è lungo 5 metri, ha un diametro di 35 cm e pesa circa 700 kg al lancio. La testata di guerra è composta da 250 kg di esplosivo ad alto potenziale. Ogni lanciatore, installato su un Mitsubishi 8×8, ha sei celle.

I missili, molto avanzati, sono dotati di un sistema di navigazione TERCOM, uno inerziale, uno GPS ed infine un radar AESA in banda Ka durante la fase terminale del volo (lo stesso montato sul missile BVRAAM AAM-4). Il missile può volare ad una altezza di 5 metri ed è in grado di compiere manovre di attacco diverse. La velocità massima si attesta a 1.150 km/h mentre l’autonomia è nell’ordine dei 200-250 km.

A destra una batteria di Type 12, radar e centro di comando e controllo. In alto un P-1.

Il lanciatore può essere posizionato anche nell’entroterra e acquisisce le informazioni sui bersagli mediante un datalink da altre piattaforme siano essi radar a terra oppure velivoli.

Risultato immagini per p-1 anti ship missile

Lo stesso missile in uso al Type 12 è in corso di integrazione sul pattugliatore ASW Kawasaki P-1.

Difesa anti-aerea

Il Giappone aveva già schierato sull’isola, nel 2013, una batteria Type 88 ma la loro gittata teorica inferiore ai 200 km non consentiva un controllo completo dello stretto.

launch vehicle

La difesa aerea è invece assicurata da una batteria a medio raggio Type 03 o Chu-SAM prodotta sempre dalla Mitsubishi. Ogni lanciatore è composto da sei celle. Il missile, lungo 4,9 metri, può raggiungere una velocità massima di 2.5 Mach. La gittata massima è di 50 km.

Il radar, di tipo AESA, può seguire fino a 100 tracce contemporaneamente e fare fuoco a 12. Oltre alla capacità di intercettare bersagli ad ala fissa o mobile è in gradi di colpire missili da crociera.

E’ in corso lo sviluppo di una variante che dovrebbe raddoppiare la gittata del missile.

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