In Malesia a Kuala Lumpur in occasione della Defense Services Asia (DSA) Rosoboronexport (parte della società tecnologica statale Rostec) ha portato in mostra un modello del sistema anti-drone russo RB-504A-E ad ampio spettro, sviluppato dallo Special Technology Center (STC).

Secondo Rosoboronexport il RB-504A-E è un sistema in grado di eseguire il rilevamento, l’identificazione e la soppressione radioelettronica dei canali di controllo e navigazione dei droni a corto e medio raggio.
Il RB-504A-E è accreditato della capacità di esiguire il jamming dei terminali di ricezione dei dati di ricognizione e delle stazioni di controllo a terra dei velivoli senza pilota, nonché degli stessi droni.
Pertanto, il sistema C-UAS proposto dai Russi presenta un’architettura modulare distribuita tra terra ed aria, finalizzata ad estendere il raggio d’azione ben oltre l’orizzonte visivo.
Composizione e capacità di jamming
Il sistema C-UAS russo si compone di una stazione mobile di monitoraggio radio e disturbo con contromisure elettroniche dotato di potenti trasmettitori per il disturbo (jamming) mirato o circolare e di antenne per il rilevamento e l’identificazione delle frequenze nemiche, di un posto di comando e controllo (C2) mobile che opera in posizione remota e da droni di tipo Orlan-10 ed Orlan-30 che, dotati di carichi utili speciali per la guerra elettronica, sono impiegati in volo come rilvevatori di onde radio e come ripetitori (ponte radio).

Il RB-504A-E agisce su diverse bande di frequenza per inibire le comunicazioni e le trasmissioni tra droni e stazioni di controllo a terra;
- – UHF: 225-510 MHz;
- Banda S:
2,2–2,5 GHz;
- Banda C:
4,4–5,85 GHz;
- Banda Ku: 14,4
–15,5 GHz;
- Soppressione Satellitare: Blocca i segnali GPS, GLONASS, Galileo e BeiDou.
Pertanto, il sistema C-UAS presentato al DSA non si limita a disturbare il drone in sé, ma colpisce l’intera infrastruttura UAS ostile, compresi i flussi di dati ad alta frequenza e le stazioni mobili di controllo a terra.
Fonte ed immagini credit @Rosoboronexport

