Prime prove di tiro per il Challenger 3

Il carro armato Challenger 3 del British Army ha completato con successo nel Regno Unito le prime prove di tiro eseguite con equipaggio a bordo del mezzo, segnando una tappa importante nello sviluppo del programma.

Rheinmetall BAE Systems Land (RBSL), che gestisce il programma Challenger 3 ha realizzato il primo tiro, evidenziando la collaborazione tra RBSL, Defence Equipment & Support (DE&S) ed il British Army.

Questo è stato il primo test di un carro armato di nuova concezione in oltre 30 anni eseguito nel Regno Unito.

Il Challenger 3 è armato con un cannone L55A1 da 120 mm di Rheinmetall che impiega tutta la gamma di proiettili NATO da 120 mm, tra cui munizioni anticarro ad elevata energia cinetica e munizioni multiuso programmabili.

Il programma continuerà con ulteriori test di tiro e verifica della funzionalità, con l’obiettivo di raggiungere a breve la piena operatività.

Il programma Challenger 3

Il British Army prevede di immettere in servizio 148 esemplari di Challenger 3, ottenuti dalla profonda modifica degli attuali Challenger 2 che riceveranno una torretta completamente nuova dotata di cannone da 120/55 mm ad anima liscia e di un moderno sistema di osservazione e tiro derivato da quello sviluppato per la famiglia dei veicoli Ajax.

Del “vecchio” Challenger 2 rimangono le parti veicolare e motoristica peraltro rinfrescate con nuove sospensioni ad idrogas per sostenere un peso maggiore, rappresentato dal nuovo sistema di blindatura modulare progettato dal Defence Science and Technology Laboratory (DSTL) ed anche del kit di protezione attiva (APS) Trophy di Rafael Advanced Defence Systems Ltd.

Peraltro, sono sorti dubbi sulla fattibilità dell’intero programma, sulla modifica dei 148 esemplari previsti, perché dalla ricognizione dei veicoli da sottoporre ai lavori sono emersi problemi legati allo stato in cui si trovano i Challenger 2 che sono il frutto di un ammodernamento dei Challenger 1 costruiti negli anni Settanta dello scorso secolo per l’Iran e mai consegnati a causa della Rivoluzione Islamica che spodestò lo Scià di Persia e, quindi, incamerati dal British Army per sostituire i precedenti Chieftain di cui i Challenger 1 sono una versione strettamente derivati.

Inoltre, dalle prove di mobilità effettuate dai prototipi in Germania e Regno Unito sono emerse ulteriori perplessità legate al blocco motopropulsore che è rimasto lo stesso del Challenger 2 con una rinfrescata tecnologica; le perplessità riguardano le prestazioni velocistiche e di mobilità non particolarmente esaltanti e la possibile installazione di corazza aggiuntiva unitamente al sistema di protezione attiva APS Trophy che comportano un ulteriore peso aggiuntivo su una piattaforma di per sé già non brillante.

Fonte e foto credit @Defence Equipment & Support (DE&S)

La Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per essere sempre informato sul Mondo della Difesa comodamente dalla tua mail!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per ricevere le ultime notizie sul mondo della Difesa direttamente nella tua mail!

Basta solo l'indirizzo mail ed il nome.

Non invieremo mai SPAM e puoi cancellarti quando vuoi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Sfoglia categorie

Articolo precedente

P-8A Poseidon per Singapore

Prossimo articolo

Prosegue il programma RCH 155 per l’Esercito Italiano

Ultime notizie

Ultime notizie