Proseguirà almeno fino al 2030 il servizio attivo del caccia bombardiere A-10C Thunderbolt II nelle fila dell’USAF.

Nonostante i tentativi che si sono susseguiti nel corso di questi anni per ritirarlo dalla prima linea, l’A-10C si è dimostrato un velivolo insostituibile per potenza di fuoco, capacità di carico/autonomia e di resistenza al fuoco nemico; inoltre, il “Facocero” ha ricevuto modifiche per renderlo compatibile al rifornimento in volo con velivoli del tipo HC/MC/KC-130 impiegati a supporto di Forze Speciali e per operazioni CSAR.
Prolungamento della vita operativa fino al 2030
Le ultime decisioni prese di comune accordo da USAF e Dipartimento alla Guerra riguardano tre Squadroni/Gruppi di A-10C, due schierati presso la base aerea di Moody in Georgia, sede del 23rd Wing, ed uno a Whiteman in Missouri, sede del 442nd Fighter Wing dell’Air Force Reserve, che proseguiranno il servizio (almeno) fino al 2030. A queste si dovrebbero aggiungere le basi dell’Air National Guard di Gowen Field in Idaho e Selfridge nel Michigan che supportano le operazioni all’Estero della linea Thunderbolt II.
Nel corso di questo mese presso la base aerea di Davis-Monthan in Arizona si sono concluse le attività di addestramento di nuovi piloti per questo cacciabombardiere.
L’A-10, nato negli anni Settanta per contrastare la massa corazzata dell’allora Unione Sovietica, oggi Russia, e del (defunto) Patto di Varsavia, ha avuto un largo impiego bellico tra Europa (ex Jugoslavia), Medio Oriente ed Afghanistan ed ultimamente nel conflitto con l’Iran, dove pur subendo perdite, ha contribuito alle operazioni di CSAR di piloti di F-15E Strike Eagle abbattuto dalle difese antiaeree dell’IRGC; i piloti di A-10C persi in operazioni sono stati tutti tratti in salvo senza particolari problemi.
Il GAU-8/A Avenger
Cuore del velivolo, una vero e proprio arsenale corazzato volante costruito in titanio, è rappresentato dal GAU-8/A Avenger da 30 mm x 173 mm, un possente e potente cannone automatico rotante tipo Gatling a sette canne ad azionamento idraulico con una cadenza fino a 3.900 colpi al minuto.
Il sistema d’arma completo di caricatore a tamburo e di proiettili, circa 1.150, pesa oltre 1.800 chilogrammi; oltre il proiettile PGU-13/B HEI di tipo esplosivo incendiario ad alto potenziale, impiega il PGU-14/B API
Perforante Incendiario (DU) in alluminio, fuso attorno a un nucleo penetrante in uranio impoverito di calibro inferiore che consente la perforazione delle corazze dei carri armati.
I tentativi di sostituirlo
Il Thunderbolt II o Warthog in oltre cinquant’anni è sempre stato messo in discussione a causa della sua architettura che comunque si è dimostrata più che solida e capace di incassare colpi di artiglieria e missili che nel caso di altri velivoli ne avrebbero determinato l’abbattimento e la perdita dei piloti; più volte ne è stato tentata la sostituzione con F-16 e, perfino con F-35, passando per il velivolo a pilotaggio remoto, ma tutte queste manovre si sono sempre scontrate con l’intrinseca robustezza dimostrata dal velivolo in operazioni e con la sua potenza di fuoco nonché con i ridotti costi di gestione e tassi elevati di affidabilità.
In poche parole l’A-10C Thunderbolt II è una macchina super specializzata nel ruolo CAS e di supporto alle operazioni delle SOF e CSAR; sostituirlo non è impresa facile se non progettando un velivolo a sua volta altamente specializzato per mantenere gli standard finora garantiti dall’A-10.
Il nuovo ruolo C-UAS per l’A-10C
Tra l’altro per l’A-10C in Medio Oriente si è delineato un ulteriore compito oltre quello del supporto tattico; infatti, essendo un velivolo lento e capace di rimanere in volo per lungo tempo (missioni CAS) si è rilevato ideale per il contrasto di droni, missili da crociera e loitering munitions utilizzando il cannone ed i razzi a guida laser semi attiva (SAL) APKWS II, rendendolo un sistema C-UAS al contempo utile e dai costi limitati in rapporto alla minaccia da affrontare.
Foto credit @USAF

