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Quale futuro per i Typhoon britannici

Il programma Eurofighter Typhoon sta conoscendo nuovo fervore a seguito delle commesse assegnate da Germania e Spagna, rispettivamente per il programma Quadriga ed Eurofighter EK (la variante da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree) ed i programmi Halcon I ed Halcon II lanciati dal Ejército del Aire y del Espacio per la sostituzione di parte degli EF-18 Hornet, nonché per gli sviluppi dei radar AESA ECRS Mk 1 da parte di Hensoldt ed Indra ed ECRS Mk 2 da parte di BAE Systems e Leonardo UK.

Pertanto, il velivolo sta ottenendo nuova linfa e con la nuova Tranche 4 e quella ancora accennata Tranche 5 del programma Halcon II avrà capacità operative nettamente migliorate e costituirà il ponte operativo e tecnologico tra l’attuale classe di velivoli di 4,5a + generazione ed i nuovi aerei da combattimento FCAS/SCAF (Francia, Germania e Spagna) e GCAP (Giappone, Italia e Regno Unito) appartenenti alla 6a generazione.

Proprio per permettere questo transito “morbido” sono allo studio parecchie innovazioni, non ultimo dotare l’Eurofighter della capacità di operare con i cd. loyal wingman, un programma portato avanti nel Regno Unito ed in Germania; Airbus, infatti, nell’ambito del programma “Manned-Unmanned Teaming Program” (M-UTM) avviato per il FCAS/SCAF sta studiando e sviluppando tecnologie che si sono dimostrate già essere mature per l’impiego con gli Eurofighter. I cd. loyal wingman sono dei velivoli che nascono come aerei a pilotaggio remoto, controllati da un caccia bombardiere pilotato e che sono destinati ad evolversi in velivoli guidati da algoritmi di Intelligenza Artificiale, costituendo dei veri e propri moltiplicatori di forze per le Aeronautiche che li avranno in dotazione.

In questo contesto le Aeronautiche che hanno in dotazione gli Eurofighter Typhoon (tra cui anche l’Aeronautica Militare) hanno in corso programmi di ammodernamento delle Tranche 2 e 3, di acquisizione di Tranche di nuova produzione e valutano di allungarne la vita operativa, considerato che i velivoli si sono dimostrati pienamente idonei ad affrontare i compiti sempre più impegnativi affidati ed hanno un notevole potenziale di crescita, grazie all’adozione del radar a scansione elettronica (AESA), al potenziamento del sistema di guerra e protezione elettronica, ed all’adozione di nuovi sistemi d’arma che ne aumentano le capacità di combattimento sia nella superiorità aerea che nel interdizione di superficie.

Tra i quattro Paesi fondatori del consorzio Eurofighter, il Regno Unito da tempo ha preso delle decisioni che riguardano la prossima dismissione della Tranche 1 di cui solo pochi esemplari rimarranno disponibili e di ammodernare solo quaranta Tranche 3 con l’adozione del radar ECRS Mk 2 di cui il prototipo è alle prove a terra.

Considerato che l’ammodernamento dei quaranta Typhoon con il nuovo radar partirà non prima del 2028 e si concluderà nel corso del decennio successivo e visto che il programma GCAP portato avanti con Giappone ed Italia vedrà i primi velivoli operativi a cavallo dei decenni Trenta e Quaranta, sorge per la Royal Air Force la necessità di dover ripensare al futuro prossimo della linea, valutando anche l’estensione della vita operativa la cui fine era preventivata al 2040, dato che per parecchio tempo in più rispetto a quanto finora preventivato i Typhoon dovranno convivere con i velivoli frutto del programma GCAP, con i quali condivideranno parte delle tecnologie di cui è stato avviato lo sviluppo.

Pertanto, stando a quanto comunicato da BAE Systems, il Ministero della Difesa del Regno Unito (UK MoD) ha in corso valutazioni per allungare la vita dei Typhoon fino al 2060; evidentemente, oltre i quaranta Tranche 3 finora previsti, il programma dovrebbe riguardare parte o tutti i sessantasette Tranche 2 oggi disponibili che, peraltro, per rimanere in servizio così a lungo e con capacità operative credibili, dovrebbero essere ammodernati nella componente radar; attualmente, si ribadisce che questo passaggio (cruciale) non è previsto.

A differenza di Germania e Spagna che hanno lanciato i programmi di costruzione di nuove Tranche (oltre di ammodernamento delle Tranche 3), con l’Italia che sembra sul punto di avviare un suo programma per nuovi Eurofighter, il Regno Unito non sembra invece voler acquistare esemplari di nuova costruzione.

Quello che è certo è che nel consorzio Eurofighter si prevedono scenari con almeno settantaquattro nuovi Eurofighter da produrre per i Paesi partecipanti (di cui 15 sono gli EK tedeschi) ed altri 130 per il mercato estero con altri esemplari per Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, nonché con Egitto e Turchia visti come potenziali nuovi clienti.

Foto @Royal Air Force

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