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Quaranta anni di AH-64 Apache

Con oltre cinque milioni di ore di volo eseguite e 40 anni di sviluppo tecnologico e di vita operativa, il Boeing AH-64 Apache è ancora l’elicottero d’attacco di riferimento del settore. Dal suo debutto operativo avvenuto nel ormai lontano 1984, l’Apache è diventato l’elicottero d’attacco pesante preferito dall’Esercito degli Stati Uniti, sostituendo i precedenti modelli in uso sviluppati ed entrati in servizio ai tempi della guerra del Vietnam.

L’Apache fu sviluppato da Hughes Elicopters tra il 1978 ed il 1984 in risposta al requisito dell’US Army che richiedeva un nuovo elicottero da combattimento fortemente protetto, in grado di combattere principalmente nel teatro europeo per contrastare a distanza le colonne corazzate e meccanizzate dell’Esercito Sovietico e del Patto di Varsavia che avevano un forte vantaggio numerico rispetto a quelle della NATO.

Continua evoluzione della specie

Dal 1984 oltre 5.000 AH-64 nelle diverse versioni allestite prima da McDonnell Douglas e poi dal 1997 da Boeing sono stati consegnati all’US Army e ad Alleati nonchè partner internazionali. Nel corso di questi quaranta anni, il Project Management (PM) Office per l’Apache (PM Apache) ha costantemente aggiornato l’elicottero, mantenendolo un potente sistema d’arma d’attacco sempre allo stato dell’arte, con costanti incrementi di potenza dei propulsori installati, dell’avionica e dei sistemi di scoperta/osservazione e tiro nonché degli armamenti impiegabili (da ultimo l’avvenuta integrazione anche per l’US Army del missile Spike NLOS di nuova generazione in grado di colpire con estrema precisione i bersagli ad oltre trenta km di distanza dal punto di lancio).

L’ultima versione dell’Apache, la E “Apache Guardian” è stata rilasciata nel 2020 dal PM Apache ed a questo standard sono in via di ammodernamento centinaia di AH-64D statunitensi e di utenti stranieri oltre ad essere in produzione per diversi Paesi tra cui l’Australia.

Da ultimo la Polonia è in trattative avanzate per l’acquisto e la produzione di ben 96 AH-64E “Apache Guardian” e per i quali gli Stati Uniti hanno presentato una Lettera di Offerta e di Accettazione nell’ambito di un programma di vendita militare straniera (FMS) del valore di 12 miliardi di dollari comprensivi ovviamente di sistemi avionici e d’arma.

Il potente armamento disponibile

L’Apache ha dimostrato di essere uno strumento prezioso sia per il supporto alle forze di terra dell’Esercito che per gli attacchi strategici alle retrovie nemiche. Nel corso delle operazioni come la Desert Storm e l’Enduring Freedom/Iraqi Freedom, l’Apache è stato impiegato per distruggere strutture radar nemiche, scortare i convogli e fornire supporto alle forze di terra impegnate in combattimento con il cannone di bordo M230 da 30 mm, i missili Hellfire ed i razzi aria-suolo da 70 mm anche nella versione APKWS a guida laser semi attiva nonché i missili aria-aria Stinger (ATAR), un mix micidiale di potenza impiegabile contro ogni genere di minaccia.

Operazioni di combattimento

Fin qui l’Apache ha accumulato oltre 1.340.000 ore di volo in operazioni di combattimento e di mantenimento della pace in Afghanistan, Kuwait, Iraq ed aree circostanti ed ha operato con Paesi Alleati e partner in Libia operando a bordo di navi, nel Levante del Mediterraneo ed in altre aree del pianeta sempre fornendo le prestazioni previste.

Foto @Boeing/US Army

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