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Rafale alla Svizzera, la Francia era pronta a cedere le tasse dei frontalieri

La Svizzera ha approvato a giugno del 2022 l’acquisto di 36 F-35A raggiungendo con Lockheed Martin un accordo dal valore di 5,5 miliardi di dollari che lo rende il più costoso acquisto di sistemi d’arma mai approvato da Berna.

Oltre all’F-35 era però presente l’insidiosa offerta francese basata sui Dassault Rafale e secondo i documenti segreti che la radio elvetica SRF è riuscita ad ottenere Parigi era disposta ad ampissime concessioni pur di vedere trionfare il proprio prodotto.

Innanzitutto c’è da sottolineare come la volontà di procedere con una contrattazione con i francesi quando la gara era ancora in corso arriva con una lettera segreta del Ministero delle Finanze elvetico Ueli Maurer al suo omologo francese, Bruno Le Maire.

Non c’è evidenza che il Ministro della Difesa svizzero, Viola Amherd, sia stata informata di queste trattative ma questo fatto lo approfondiremo in seguito.

La domanda è quindi: cosa era disposta a concedere Parigi a Berna pur di vedere trionfare il Dassault Rafale sull’F-35 in Svizzera?

La risposta si può riassumere molto brevemente con: molto anzi moltissimo.

Il Ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, ha promesso due cose: la cessione da parte della Francia alla Svizzera di una grossa quota del gettito fiscale proveniente dai salari dei frontalieri in otto cantoni ed in secondo luogo il supporto di Parigi ad ogni dossier politico europeo in cui Berna era coinvolta.

Questo si sarebbe riassunto in un ritorno economico dato dalla sola cessione del gettito fiscale dei frontalieri in 3,55 miliardi di euro in 10 anni a favore di Berna.

Lo stesso Ministro Le Maire aveva affermato che “l’offerta della Francia è storica”.

Per quest’ultimo punto c’è da sottolineare che nel mentre Parigi prometteva ampio supporto alla Svizzera in Europa, Berna e l’Unione Europea trattavano il famoso “Rahmenabkommen EU-Schweiz” cioè l’accordo quadro tra la nazione elvetica e l’UE che avrebbe dovuto regolare la futura cooperazione superando i circa 20 accordi bilaterali e 100 altri accordi attualmente in essere.

Come è finita? Il Consiglio Federale svizzero, insoddisfatto delle risposta ricevuta dell’UE, ha ufficialmente sospeso le trattive in modo unilaterale a maggio del 2021.

Quello che non torna agli svizzera è come sia stato possibile che queste trattive siano proseguite anche dopo l’esplicita ammissione del Ministro della Difesa Amherd sulla netta superiorità dell’F-35 rispetto ai concorrenti.

Con largo anticipo rispetto alla fine della gara lo stesso Ministro Amherd aveva annunciato agli altri membri del governo che l’F-35 aveva ottenuto “di gran lunga i migliori punteggi nelle valutazioni” rispetto ai concorrenti.

Eppure le trattative tra Francia e Svizzera sui Dassault Rafale sono arrivate praticamente ad una settimana dalla proclamazione dell’F-35 come vincitore, ben oltre l’annuncio della Amherd della certa vittoria del velivolo di Quinta Generazione statunitense.

Questo quadro generale spiega inoltre come mai Parigi abbia addirittura interrotto le relazioni diplomatiche ad alto livello con Berna nell’immediatezza della decisione di acquistare l’F-35A ed alcuni strascichi della vicenda arrivano fino ad oggi.

Per quanto riguarda il regolamento di conti interno al governo elvetico, il Ministro Amherd ha accusato il Ministro delle Finanze Maurer e quello degli Esteri Cassis di aver negoziato alle spalle del Dipartimento della Difesa che era allo scuro dei carteggi con Parigi.

L’Ambasciata francese a Parigi non vuole commentare l’accaduto ed anche il portavoce del Consiglio Federale ha dichiarato che “non posso fornire informazioni su dettagli interno alle riunioni del Consiglio Federale.”

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1 Comment

  1. La notizia, data da un redazione della SRF (Radiotelevisione svizzera) di Zurigo, non ha suscitato reazioni ne’ sulla stampa, ne’ nel mondo politico della Confederazione. Una sparata giornalistica su tardivi e inopportuni interventi della politica francese a scelte fatte. Le offerte dei concorrenti dovevano essere corredate da cosiddetti.affari offset pari al 60% del valore dell’ offerta, cioe’ poco piu’ di 3 miliardi di CHF. Punto e basta. Il resto sono interventi.inopportuni e in ogni caso tardivi. Tirare in ballo essere umani, i frontalieri, da contrattare con armi e’ in ogni caso di cattivo gusto. La Francia e Dassault si tengano i loro Rafale, la Svizzera non e’ da trattare come un Paese di morti di fame.

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