mercoledì, Gennaio 19, 2022

Rail Gun in Giappone per la difesa da missili ipersonici

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Nonostante il sostanziale abbandono da parte degli Stati Uniti della tecnologia rail gun perché considerata non sufficientemente matura ed impiegabile in applicazioni pratiche, il Ministero della Difesa giapponese procederà allo sviluppo di un sistema d’arma a propulsione magnetica per intercettare missili ipersonici di cui Cina, Russia e Corea del Nord si stanno dotando.

Il Rail Gun è inteso dai Giapponesi come una componente della difesa multistrato che il Paese sta velocemente allestendo per far fronte alle minacce sempre più consistenti provenienti dall’Asia continentale.

A tale scopo, nel bilancio della Difesa per l’E.F. 2022, è previsto uno stanziamento di poco meno di 60 milioni di dollari per lo sviluppo di prototipi di Rail Gun da parte della Acquisition, Technology and Logistics Agency.

L’obiettivo perseguito dalla Difesa Giapponese è poter schierare un sistema d’arma operativo in grado di sparare proiettili che abbiano una velocità superiore rispetto quella raggiungibile dai “normali” missili intercettori.

La ricerca della massima velocità possibile è, infatti, basilare per poter ottenere una possibilità di intercettare missili che sfondano Mach 5.

Se tirare un proiettile con un sistema d’arma elettromagnetico già di per sé rappresenta una grossa sfida tecnologica, ancor di più complesso sarà riuscire ad indirizzare i colpi contro missili balistici che seguono una rotta parabolica. Il coefficiente di difficoltà aumenta in modo esponenziale per intercettare i missili ipersonici che sono altamente manovrabili ed hanno rotte di volo non predeterminate.

Non è un caso che per il contrasto dei missili ipersonici la Difesa statunitense, oltre voler dispiegare nuovi missili intercettori e sistemi laser ad alta potenza per l’ingaggio, impieghi anche i satelliti di ultima generazione per osservare ed inseguire tali bersagli, altrimenti di difficile tracciamento.

Il fallimento statunitense ed il resto del Mondo

Come detto, gli Stati Uniti, in particolare l’US Navy che ha portato avanti un programma di sviluppo teso a realizzare un prototipo che sarebbe dovuto sfociare in un Rail Gun da installare a bordo dei DDG-1000, hanno deciso di fermare le relative attività.

Peraltro, il Congresso si è dimostrato ostile contro questa decisione del Pentagono, obbligando l’US Navy, decisamente restia, a riprendere lo sviluppo.

Infatti, l’US Navy punta spedita a schierare in tempi “rapidi” sistemi d’arma laser ad alta potenza che, in forma sperimentale, impiegati a bordo di unità di superficie hanno dato ottimi risultati contro tutta una serie di bersagli compresi missili supersonici antinave.

Oltre i sistemi laser difensivi/offensivi, l’US Navy intende schierare missili antinave a lunga portata e missili ipersonici (peraltro, anche qui i programmi di sviluppo portati avanti dalle FF.AA. Statunitensi hanno registrato numerosi fallimenti, spingendo il Congresso a concedere nuovi corposi finanziamenti affinché possano essere risolti i problemi e schierare in tempi rapidi i sistemi d’arma ipersonici).

Nel resto del Mondo, in Europa vi sono programmi poco più che sperimentali nel settore Rail Gun; la Turchia ha sviluppato il suo Rail Gun ed anche la Russia conduce sperimentazioni.

Solo la Cina sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) aver già messo a punto un sistema d’arma Rail Gun imbarcato.

Rail Gun e dintorni in Italia

L’Italia nel ambito del Programma Nazionale di Ricerca Militare ha condotto studi relativi proiettili a propulsione elettromagnetica lanciabili da armi convenzionali, il c.d. Progetto “Hyperfast Electromagnetic to Kinetic Transformed Overpropulsed Round’S Gun – HEKTOR’S GUN”.

Tale programma (PNRM 2017) previsto dagli E.F. 2018 e 2019 è stato teso a definire una nuova tipologia di proiettili iperveloci, consentendo la riduzione del tempo di volo del proiettile con conseguente maggiore precisione di tiro, una maggiore capacità di penetrazione e, non ultimo, una maggiore distanza di intercetto.

Tuttavia il programma non si basa sul principio di trasferimento di energia elettromagnetica pura in energia cinetica, ma intende usufruire dell’energia pirica, per generare campi acceleratori di sub-masse, affidando alla massa primaria il compito di generare – o meglio, di trasformare – l’energia iniziale.

In sintesi, HEKTOR’S Gun realizzando un innovativo metodo di propulsione del proiettile utilizzando l’energia pirica prodotta dall’esplosione di una munizione convenzionale per la spinta iniziale di un proiettile.

Esso progressivamente si carica di energia cinetica ed accelera nel condotto della canna del cannone, fino al vivo di volata.

Contemporaneamente si impone al corpo in avanzamento nella canna l’attraversamento di una bobina elettrica, in modo che il proiettile ceda la propria energia cinetica al campo elettromagnetico della bobina stessa.

In tal modo, l’energia – originariamente pirica – si trasforma in energia elettromagnetica.

Per tale scopo si utilizza una particolare configurazione del proiettile, il quale risulta composto da due stadi: un primo stadio, detto “impulsore” o “proiettile primario” ed un secondo stadio detto “sovrapropulso” o “proiettile secondario”.

In tal modo, l’energia elettromagnetica, generata dalla cessione pirica, si riconverte in nuova energia cinetica che è applicata non all’intero “corpo proiettile”, ma ad una frazione di esso (il proiettile secondario), accelerandone ulteriormente il moto.

Foto Ministero della Difesa del Giappone

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