Uno scavo realizzato in prossimità di una delle condotte del sistema NATO POL Nord Italia è stato scoperto a Vezzano Ligure, in provincia della Spezia, facendo scattare gli accertamenti dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica della Spezia.
Tra le ipotesi attualmente al vaglio degli investigatori figurerebbero sia quella di un tentato furto sia quella di un possibile sabotaggio, ma al momento non sono emersi elementi pubblici che consentano di stabilire la natura dell’episodio o di attribuirgli una particolare matrice.
A riportare per primo la notizia a livello nazionale è stato il TG1, seguito dalla stampa locale.
Secondo quanto riferito da La Nazione, qualcuno avrebbe scavato nel terreno fino ad avvicinarsi a circa mezzo metro dalla condotta. Nei pressi dello scavo sarebbero stati rinvenuti anche una pala, un piccone e alcuni foglietti scritti in arabo.
Uno di questi riporterebbe il versetto 255 della seconda Sura del Corano, conosciuto come Āyat al-Kursī o “Versetto del Trono”.
Quest’ultimo elemento è inevitabilmente oggetto di attenzione investigativa, ma deve essere valutato con particolare cautela. Il Versetto del Trono è infatti uno dei passi più conosciuti e diffusi del Corano e viene comunemente utilizzato nella pratica religiosa islamica, anche come preghiera di protezione. La sua presenza non costituisce pertanto, di per sé, un elemento sufficiente per ricondurre l’accaduto a una matrice estremista o terroristica.
Le indagini risultano al momento coperte dal massimo riserbo e non sono state rese note pubblicamente eventuali risultanze degli accertamenti effettuati sugli attrezzi e sul materiale rinvenuto.
Non risultano inoltre, al momento della pubblicazione, comunicazioni ufficiali che indichino danni alla condotta o conseguenze sull’operatività del sistema.
Un’infrastruttura strategica per la logistica militare
Il dato che rende particolarmente delicato l’episodio è la natura dell’infrastruttura interessata.
La condotta che attraversa il territorio di Vezzano Ligure appartiene infatti al sistema POL NATO Nord Italia, parte italiana del più ampio NATO Pipeline System, la rete logistica realizzata dall’Alleanza Atlantica a partire dalla Guerra Fredda per assicurare lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti petroliferi necessari alle proprie forze.
La NATO indica oggi il Northern Italy Pipeline System, NIPS, tra i sistemi nazionali che compongono il NATO Pipeline System.
Nel suo complesso, la rete NATO comprende circa 10.000 chilometri di condotte distribuiti in dodici Paesi dell’Alleanza e collega depositi, aeroporti militari, stazioni di pompaggio e altri nodi della catena logistica del carburante.
Nonostante il progressivo adattamento della logistica NATO alle esigenze delle operazioni expeditionary, l’Alleanza continua a considerare queste infrastrutture statiche un asset rilevante, in particolare per sostenere rapidamente incrementi della domanda di carburante legati alle operazioni aeree.
Per quanto riguarda l’Italia, la società IG Operation and Maintenance, incaricata della gestione e manutenzione del sistema per conto del Ministero della Difesa, descrive il POL NATO Nord Italia come una rete di circa 900 chilometri comprendente terminale marino, aree di stoccaggio, oleodotti e stazioni di pompaggio e trasferimento destinate all’approvvigionamento di carburante avio delle principali installazioni militari.
Il nodo di Vezzano Ligure
La presenza dell’infrastruttura militare a Vezzano è documentata ufficialmente da decenni.
In una risposta ad un’interrogazione parlamentare pubblicata nel dicembre 2004, il Governo italiano definiva quella situata nel territorio comunale spezzino un “impianto militare di stoccaggio e trasferimento di carburante e combustibile per aviogetti”, utilizzato per esigenze della difesa nazionale e internazionale in ambito NATO.
Nello stesso documento l’impianto veniva indicato con la denominazione “POL NATO Nord Italia” e la sua realizzazione fatta risalire agli anni Sessanta.
Il sistema spezzino continua peraltro a essere interessato da interventi di ammodernamento.
Proprio nel luglio 2026 è stato autorizzato un intervento relativo alla nuova condotta marina per l’approvvigionamento di combustibile destinato al sistema, parte del più ampio programma di rinnovamento del terminale spezzino.
La vicenda di Vezzano avviene quindi in corrispondenza di un’infrastruttura che conserva un ruolo concreto all’interno della catena logistica militare italiana e dell’Alleanza Atlantica.
La protezione delle infrastrutture nel nuovo scenario europeo
L’episodio si inserisce inoltre in una fase nella quale la protezione delle infrastrutture critiche civili e militari è tornata ad assumere un ruolo centrale nelle strategie di sicurezza dei Paesi NATO.
Negli ultimi anni l’Alleanza ha progressivamente aumentato l’attenzione nei confronti delle minacce ibride, categoria nella quale rientrano anche operazioni clandestine e azioni di sabotaggio contro infrastrutture strategiche.
La NATO sottolinea come attività di questo genere possano essere condotte sia da attori statali sia non statali e come la loro principale difficoltà risieda spesso proprio nell’attribuzione.
Questo quadro generale non consente tuttavia di stabilire alcun collegamento con quanto avvenuto a Vezzano Ligure.
Al momento, infatti, non vi sono informazioni pubbliche che permettano di attribuire l’episodio ad organizzazioni terroristiche, gruppi estremisti, attori stranieri o altre strutture organizzate.
Saranno gli accertamenti dei Carabinieri e della Procura della Spezia a dover chiarire chi abbia realizzato lo scavo, quale fosse l’effettivo obiettivo e quale significato debba essere attribuito agli oggetti e ai fogli rinvenuti sul posto.
La natura strategica dell’infrastruttura rende comunque inevitabile una particolare attenzione sulla vicenda, mentre ulteriori elementi potrebbero emergere nelle prossime ore.
Immagine di copertina: Comando Rete POL – Google Maps


