Schiarita tra Mosca e Kiev?

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Nelle giornata di ieri si registra una dichiarazione ufficiale del viceministro della Difesa russo, Alexander Fomin, secondo la quale Mosca avrebbe deciso di “ridurre fondamentalmente l’attività militare in direzione di Kiev e Chernigiv” al fine di “aumentare la fiducia reciproca per i futuri negoziati per concordare e firmare un accordo di pace con l’Ucraina, poiché i colloqui sulla preparazione di un accordo sulla neutralità e lo status di non nucleare dell’Ucraina e sulla fornitura di garanzie di sicurezza all’Ucraina si stanno spostando nella sfera pratica, tenendo conto dei principi discussi durante la riunione di oggi, al fine di rafforzare fiducia e creare le condizioni necessarie per gli ulteriori colloqui e il raggiungimento dell’obiettivo finale“.

La dichiarazione è stata pronunciata in concomitanza del’incontro tra le delegazioni di Mosca e Kiev che si è tenuto ad Istanbul in Turchia sotto la supervisione della Presidenza Erdogan.

Infatti, la Turchia ha mantenuto i contatti aperti con entrambe le parti in conflitto, pur avendo fornito all’Ucraina aiuti militari tra cui gli UAS TB2 ed aver chiuso il passaggio nello Stretto dei Dardanelli ad ogni nave militare non previamente autorizzata.

Nell’ambito delle trattative in corso tra Kiev e Mosca, l’Ucraina avrebbe ribadito di non voler entrare nell’Alleanza Atlantica e di voler rimanere neutrale ma pare che avrebbe posto come condizione una sorta di Comitato di Garanzia formato dai Paesi del Consiglio su Sicurezza allargato a Canada, Germania, Italia e Turchia che dovrebbero essere garanti della pace e della sicurezza nel Paese.

La neutralità e la non adesione alla NATO non dovrebbe precludere a Kiev l’adesione all’Unione Europa la cui procedura di affiliazione è già iniziata.

La prima giornata di trattative in Turchia si è conclusa dopo oltre tre ore di colloqui; il capo delegazione russo ha riferito che riferirà a Mosca per le necessarie valutazioni le proposte avanzate da Kiev.

Da notare che al discorso introduttivo del Presidente Erdogan era presente anche Roman Abramovich il facoltoso imprenditore e politico russo con cittadinanza israeliana, portoghese e lituana di cui si era diffusa la notizia di un tentativo di avvelenamento.

Le proposte includerebbero anche un periodo di consultazione di 15 anni sullo status della Crimea annessa da tempo dalla Russia e potrebbero entrare in vigore solo in caso di completo “cessate il fuoco”.

Peraltro, proprio sul “cessate il fuoco” Mosca ha dichiarato esplicitamente che non è automatico ed i bombardamenti delle città del sud ne sono la testimonianza.

Secondo Vladimir Medinsky, capo delegazione russo nonché aiutante presidenziale russo i Presidenti russo Putin ed ucraino Zelensky potrebbero incontrarsi in concomitanza con la sigla di un trattato bilaterale da parte dei Ministri degli Esteri dei due Paesi.

Intano, le Repubbliche secessioniste di Donetsk e Lugansk puntano ad indire un referendum per aderire alla Russia anche se la situazione è ancora incerta a causa degli eventi bellici in corso.

Sul piano militare si è registrata in queste ultime ore la liberazione da parte ucraina di alcune località nella regione di Kiev che erano cadute in mani russe, mentre le forze di Mosca hanno preso quasi totalmente il controllo della città meridionale di Mariupol.

Nella regione di Kiev sono stati segnalati diversi movimenti russi che sembrerebbero dimostrare la volontà di Mosca di alleggerire la situazione attorno alla capitale ucraina; infatti, sono stati avvistati numerosi blindati e veicoli che hanno preso la direzione di marcia verso il confine con la Bielorussia dove a Rechitsa e Gomel sono stati caricati su treni.

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