mercoledì, Ottobre 20, 2021

Scontro Australia vs Francia sui sottomarini: programma collassato o trattative?

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La dibattuta questione sui sottomarini della classe Attack, costruiti dai francesi di Naval Group sulla base dei battelli nucleari Barracuda, è arrivata ad un punto di apparente svolta in quello che è stato definito a Parigi come “il contratto del secolo”.

Alan Austin, giornalista australiano freelance residente in Francia meridionale, ha riportato ad Independent Australia come l’accordo sia ormai destinato a collassare.

Secondo il giornalista, l’Amministratore Delegato di Naval Group, Pierre Eric Pommellet, è alla ricerca di un accordo con i Ministri australiani ma una risoluzione positiva del problema appare difficile anche alla luce del fatto che le notizie dei continui ritardi ed aumenti di costi muovono proteste contro l’esecutivo del Presidente Morrison.

Non sono solo però i ritardi e costi a far storcere il naso agli esperti australiani del settore.

Il pericolo, più che fondato, è che le modifiche di conversione da nucleare a diesel-elettrico possano portare a difficili compromessi, il sistema di combattimento statunitense (per il Minstero australiano deve essere di Lockheed Martin) dovrà essere completamente integrato con sensori ed armamento francese e le batterie piombo-acido rischiano di essere tecnologicamente superate prima che i battelli siano consegnati.

Di altro avviso invece Peter Coates di Submarine Matters e Anthony Galloway del Brisbane Times che sottolineano come, seppur ci siano divergenze, il programma è destinato (nel bene o nel male) a proseguire.

Secondo Galloway l’incontro tra Pommellet ed i Ministri e funzionari australiani si è concluso con il raggiungimento di un accordo tra le due parti per una rimodulazione del programma rispetto a quanto presentato inizialmente da Naval Group.

Il Governo Morrison avrebbe quindi deciso di riporre fiducia nel gruppo navale francese dato che, secondo Peter Coates, non esistono alternative.

Allo stato attuale i quattro primi battelli, di dodici previsti, dovrebbe entrare in servizio attorno al 2030 seguiti dalla seconda serie attorno al 2035 e poi l’ultima attorno al 2040.

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