giovedì, Febbraio 2, 2023

Secondo l’intelligence ucraina l’Iran fornirà missili balistici a breve raggio alla Russia

L’Intelligence ucraina afferma in un rapporto che l’Iran, dopo la fornitura di droni da ricognizione Mohajer-6 e di attacco Shahed, sarebbe pronto a vendere alla Russia anche missili a corto raggio, in particolare Fateh-110 e Zolfaghar.

I Fateh-110 di quarta generazione con testata di 650 kg di alto esplosivo sono accreditati di una portata di 300 km con sistema di guida inerziale/gps e sistema elettro/ottico per la fase di attacco terminale (l’uso del segnale GPS e del sistema EO/IR è indicato da fonti iraniane).

A loro volta i Zolfaghar sono i successori dei Fateh-110 sono accreditati di una portata di 700 km sempre con sistema di guida ins/gps ed hanno una testata con sub munizioni.

L’accordo tra Mosca e Teheran sarebbe stato siglato lo scorso mese di settembre; tali fornitura servirebbero a Mosca per ripianare le scorte di missili balistici a corto raggio Iskander fortemente intaccate durante questi sette mesi di guerra.

Anche le riserve dei missili cruise Kalibr e quelle dei Kh-101/555 sarebbero state pesantemente ridotte dall’ampio uso fattone dai Russi, lanciando attacchi dal mare e dal cielo con salve multiple (secondo le analisi delle intelligence occidentali ed ucraine per la scarsa precisione dei sistemi di guida di cui sono dotati questi missili che, pertanto, richiedono un numero elevato di ordigni per colpire i bersagli designati).

Le forze russe, per far fronte alla carenza di questo genere di ordigni usati soprattutto per colpire obiettivi civili ed infrastrutture ucraine, hanno iniziato ad usare con una certa frequenza anche i missili impiegati dai sistemi di difesa aerea S-300.

Teheran da parte non riconosce nemmeno di aver trasferito alla Russia droni per missioni ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) Mohajer-6 nonché i cosiddetti “droni kamikaze” Shahed che, una volta identificato il bersaglio, lanciano l’attacco con la potente carica esplosiva di cui sono dotati.

Peraltro, la tesi iraniana della sua estraneità è stata smentita ripetutamente da video, foto di UAV/UAS iraniani impiegati dai Russi, rinvenuti sul terreno o abbattuti dalle difese contraeree ucraine.

Gli Ucraini stimano che gli Iskander rimasti siano soltanto 124 sui 900 iniziali, i Kalibr, lanciati da navi e sottomarini, 272 su 500 e gli avio lanciabili Kh-101/Kh-555 appena 213, sui 444 accreditati all’inizio delle ostilità.

Se da un lato Teheran aumenta la sua presenza nel conflitto, dall’altro Israele continua a mantenere una posizione di basso profilo, nonostante le richieste di Kiev e le avances di Washington ad assumere un ruolo più consistente a favore dell’Ucraina.

Peraltro, si registrano le parole del Ministro per gli Affari della Diaspora, Nachman Shai, che si è espresso per supportare l’Ucraina con forniture militari, sostenendo che è giunto il tempo che Israele si allinei agli Stati Uniti ed alla NATO.

Foto Ministero della Difesa Ucraina

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