A Stoccolma il Governo ha deciso di investire oltre quattro miliardi di corone SEK, pari ad oltre 370 milioni di euro, per dotare le unità di combattimento delle Forze Armate svedesi di vari tipi di sistemi a pilotaggio remoto.

Grazie a questa massiccia acquisizione, le Forze Armate svedesi potranno continuare a sviluppare le proprie capacità e tattiche nel campo dei droni.
L’investimento nei sistemi senza pilota include veicoli di pattugliamento, droni da ricognizione, capacità di guerra aerea e droni navali, che aumenteranno le capacità delle unità di combattimento in senso lato.
La consegna delle attrezzature previste è prevista a partire dal 2026 e proseguirà fino al 2028.
Esempi di attrezzature che si prevede di acquistare:
- UAS di pattugliamento: è un sistema basato su un drone dotato di una componente d’impatto che può essere indirizzato verso un bersaglio; nella vulgata questi droni sono spesso definiti “kamikaze”. Poiché sono acquisiti nell’ambito di acquisti ampi, l’effetto operativo sarà anticipato di cinque o sei anni.
- Droni da ricognizione: sono sistemi che consentono un’efficace raccolta di informazioni (ISR) attraverso la capacità di perlustrare direttamente il territorio nemico. Spesso utilizzati in combinazione con uas di pattuglia, artiglieria od altri sistemi allorquando sia necessario identificare con certezza i bersagli prima di sferrare l’attacco.
- Capacità di scoperta aviotrasportata a controllo remoto: consiste, ad esempio, in sensori installati su droni per rilevare le minacce. Il sistema potrà essere impiegato sia a bordo di navi che da piattaforme terrestri.
- Droni marini: sono droni che operano sia in superficie che in immersione. Includono veicoli sottomarini per il rilevamento di mine e la ricognizione dei fondali, e veicoli di superficie utilizzati per il monitoraggio di aree marine più estese.
Fonte Ministero della Difesa svedese
Foto crediyt @ Forze Armate Svedesi (Försvarsmakten)

