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Sistemi d’arma per la componente pesante dell’Esercito Italiano

Il Governo ha trasmesso alle Camere la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 27/2022, relativo al rinnovamento della «famiglia di sistemi d’arma della componente pesante» (Armored Infantry Combat System o AICS) dell’Esercito italiano.

Il programma in questione è relativo al rinnovamento della capacità di combattimento della fanteria pesante, mediante l’acquisizione di una famiglia di piattaforme Armored Infantry Combat System (AICS – Sistema da combattimento per la fanteria corazzata), incardinata su una piattaforma combat (Armored Infantry Fighting Vehicle o Veicolo da combattimento per la fanteria corazzata) e una serie di piattaforme di supporto.

Il programma di acquisizione consentirà di equipaggiare due Brigate (una corazzata e una pesante), le unità del supporto generale ed enti addestrativo/formativi con sistemi altamente integrati di nuova generazione ed in prospettiva prevede la possibilità di equipaggiare una ulteriore Brigata pesante.

Per la Difesa il programma rientra nell’ambito di una più ampia progettualità volta al rinnovamento dell’intera capacità di combattimento delle forze pesanti mediante l’acquisizione di famiglie di piattaforme (system of systems) caratterizzate da design modulare, elevata innovazione tecnologica e piena interoperabilità secondo i requisiti e standard NATO.

Tale famiglia di piattaforme è incentrata su un Armored lnfantry Fighting Vehicle (AIFV) e una serie di versioni di supporto (posto comando, controcarro, portamortaio, genio guastatori, esploratori, contraereo, portaferiti, portamunizioni e scuola guida).

L’acquisizione della capacità di combattimento di nuova generazione nell’ambito del programma in esame comporterà per l’Esercito “un
significativo salto generazionale rispetto al combat power esprimibile dalle attuali linee Dardo e M113 derivati, permettendo l’introduzione in servizio di un sistema di combattimento da impiegare in tutti i contesti operativi, inclusi quelli ad elevato indice di digitalizzazione e con elevati livelli di minaccia
“.

Le piattaforme saranno caratterizzate da soluzioni di nuova generazione, tecnologicamente mature e basate su un design di sistema idoneo a garantire un continuo potenziale di crescita, nonché a favorire il Battlespace Management con altre piattaforme, nonché l’integrazione/interoperabilità/interconnessione dei dispositivi di comando e controllo.

Esse consentiranno di contribuire efficacemente al conseguimento di effetti multi-domain ed al successo in operazioni terrestri condotte nei
principali ambienti operativi oggi prevedibili.

In tale ottica, il programma AICS dovrà garantire comunanza di configurazione con i programmi Centauro II e VBM, ai quali si affianca temporalmente e operativamente, relativamente ai sistemi d’arma di bordo, ai dispositivi C5ISTAR (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Cyber, Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance) e alla componentistica automotive.

I nuovi mezzi dovranno avere: 1) elevata mobilità su strada e off-road; 2) capacità di operare in modalità silent watch e di ridurre le tracce acustiche, termiche, radar ed elettromagnetiche; 3) capacità di trasportare e fornire protezione alla squadra di fanteria/guastatori e/o
eventuali enabler; 4) capacità di integrare sistemi d’arma di differente tipologia in funzione degli effetti desiderati (es.: controcarro, mortai, per la difesa aerea a cortissimo raggio); 5) capacità di integrare sistemi e sensori di ultima generazione, anche in modalità remota
(sistemi aerei e terrestri unmanned); 6) processi manutentivi più agili basati su sistemi di logistica predittiva, in grado di ottimizzare costi e procedure, al fine di garantire la massima disponibilità operativa; 7) elevato potenziale di crescita, grazie a design, architetture elettroniche e di sistema aperte, payload e produzione di energia idonei a intercettare e integrare evoluzioni e adeguamenti tecnologici.

Il sostegno logistico dovrà essere integrato, con: 1) l’acquisizione di una dotazione iniziale di parti di ricambio per l’attuazione della policy
del “mantenimento per sostituzione”; 2) la disponibilità di parti di ricambio per tutto il ciclo di vita del sistema e agevole accessibilità ad ogni sua componente; 3) una catena di approvvigionamento della ricambistica modulare e snella, improntata sull’ottimizzazione dei tempi; 4) la gestione della configurazione del sistema e dell’associata documentazione tecnico-logistica; 5) il monitoraggio delle eventuali obsolescenze emergenti; 6) la semplicità di esecuzione delle attività di manutenzione preventiva e correttiva, attraverso la definizione di parametri iniziali di affidabilità, manutenibilità, disponibilità operativa e testabilità.

L’introduzione in servizio della nuova piattaforma sarà accompagnata dall’istituzione di specifici corsi di formazione basica e dalla revisione dei programmi addestrativi per adattarli alle nuove capacità e profili d’impiego.

Il programma di addestramento riguarderà tutte le componenti (equipaggi, operatori, manutentori, ecc.) a vario titolo interessati al programma, nelle varie fasi di phase-in e vita operativa.

In particolare, saranno previsti corsi di qualifica per il personale tecnico-manutentore, inizialmente a cura della Ditta, anche attraverso programmi di On Job Training. I corsi saranno propedeutici alla formazione di team interni di istruttori che consentiranno di sviluppare in proprio l’iter addestrativo per il personale.

Dovranno essere previsti, inoltre, seminari formativi ad hoc, a cura della Ditta, per colmare eventuali gap conoscitivi del personale militare a seguito di eventuali aggiornamenti.

La famiglia di piattaforme dovrà essere in grado di operare in contesti nazionali e multinazionali e garantire la massima interoperabilità in termini prestazionali con le piattaforme del segmento pesante e corazzato attualmente in servizio (ammodernamento del carro Ariete e delle piattaforme Leopard derivate) e di prossima introduzione (sviluppo della capacità di combattimento corazzata di nuova generazione).

Analogamente, i sistemi di comando/controllo/navigazione, identificazione, protezione attiva hard e soft kill dovranno essere compatibili e integrabili con quelli già in uso o di prossima introduzione allo scopo di mantenere e/o elevare il livello di digitalizzazione delle Forze.

Sarà assicurata l’interoperabilità dei sistemi/apparati a livello NATO e EU, nei termini indicati dagli STANAG (NATO Standardization Agreement) e dalle altre prescrizioni applicabili.

Per quanto riguarda i rapporti con l’industria, i settori industriali interessati sono prevalentemente quelli dell’industria meccanica, elettronica, optoelettronica e dei sistemi di comunicazione/comando/controllo.

Il soggetto industriale di riferimento sarà definito in sede di gara, ovvero in esito alla procedura tecnico-amministrativa adottata dalla stazione appaltante.

La peculiare natura del progetto, particolarmente innovativa e dall’elevato contenuto tecnologico anche in chiave di interoperabilità con Paesi
Alleati e amici, rende certamente necessario il confronto a partire dai tradizionali soggetti industriali nazionali di comprovata expertise nel settore dei mezzi corazzati da combattimento (Iveco – Leonardo). Ciò a premessa di un’attività di cooperazione e sviluppo industriale in ambito europeo e internazionale da conseguire attraverso la definizione di uno specifico consorzio industriale multinazionale.

In ogni caso, sarà necessario porre in essere tutte le predisposizioni volte a mantenere in ambito nazionale la Design Authority dei veicoli sviluppati. L’identificazione delle aree geografiche interessate dal programma sarà possibile soltanto a valle delle procedure tecnico -amministrative di affidamento della commessa.

Si valuta che la realizzazione di tale programma, soprattutto nell’ambito di una impresa multinazionale, possa avere un impatto positivo sulle grandi imprese nazionali di settore e, in seconda battuta, sulle PMI, distribuite su tutto il territorio nazionale, coinvolte nella filiera
della realizzazione delle piattaforme, della fornitura di parti di ricambio e di assistenza tecnica della flotta, creando un indotto orientato alla crescita tecnologica e del know-how e al conseguimento di una maggiore competitività, con un possibile allargamento del mercato in chiave internazionale.

carro Ariete con torretta Hitfact sviluppata per il MGS Centauro II (foto Leonardo company)

Alcuni consorzi industriali europei hanno dato avvio a programmi di sviluppo nello specifico segmento, finalizzati alla realizzazione di famiglie di piattaforme da combattimento di nuova generazione per le forze pesanti. Pertanto, la Difesa italiana intende perseguire soluzioni che, oltre al soddisfacimento dell’esigenza capacitiva, massimizzino ritorni a livello industriale, occupazionale e in termini di accrescimento del know-how tecnologico nazionale.

Lo sviluppo di tale progettualità in un contesto multinazionale, basato su alleanze tra solide realtà europee che già collaborano con le aziende italiane, creerà, partendo dall’implementazione del programma AICS, opportunità vantaggiose per l’espansione della partnership italiana nell’ambito del programma Main Battle Tank europeo (la cui realizzazione è consequenziale e strettamente correlata ad AICS), capacità di cui l’Esercito ha necessità di dotarsi a partire dal 2035. Il progetto promuoverà potenziali opportunità di sviluppo in ambito europeo, anche nell’ottica d’individuazione di partnership funzionali al programma Main Ground Combat System (MGCS).

In tale contesto, l’approccio internazionale fornirà i presupposti per rafforzare la cooperazione strategica ed industriale con Paesi Alleati e partner, posizionando l’Italia quale contributore e beneficiario dei futuri sviluppi nel segmento capacitivo dei mezzi pesanti/corazzati, elevandone le capacità industriali oltre a conseguire vantaggi quali l’interoperabilità by design ed una più spiccata sostenibilità dell’intera
impresa, abbracciando l’intera vita operativa delle future famiglie di piattaforme.

Per quanto attiene alla durata, il programma AICS è concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale di previsto avvio nel 2024 e durata complessiva di tredici anni (2024-2036), comprensivo di studi preliminari, finalizzati a mitigare eventuali rischi di programma e consentire quindi lo spedito sviluppo acquisitivo-

Il progetto di completo rinnovamento dell’intera capacità di combattimento delle forze pesanti attraverso l’acquisizione di famiglie di piattaforme a favore delle unità di combattimento, delle unità per il supporto e degli enti addestrativi/formativi ha un costo stimato in circa 16.200 M€.

Il programma AICS, oggetto della presente scheda, fa parte di tale più ampio progetto ed ha un onere complessivo è stimato in 6.050 M€, riferiti all’acquisizione di 570 piattaforme AICS (corrispondente alla dotazione prevista per due Brigate, una pesante e una corazzata), del relativo supporto logistico, dei corsi di formazione, dei veicoli dedicati al trasporto e degli adeguamenti infrastrutturali necessari.

La prima fase del programma, del valore stimato di 3.735,57 M€ è finanziata a valere sugli stanziamenti derivanti da capitoli del settore investimento del Bilancio Ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Tale fase si articola a sua volta in due parti: la prima finanziata per 345 M€, finalizzata a: 1) condurre una campagna di studi preliminari mirata alla definizione e mitigazione dei rischi di programma e all’impostazione delle attività di project management; 2) svolgere attività pre-contrattuale, prototipale e di sviluppo/omologazione delle piattaforme AICS; 3) procedere agli adeguamenti infrastrutturali dei sedimi destinati a ricevere le piattaforme AICS; 4) definire studi logistici e supporto logistico integrato; 5) acquisire munizionamento funzionale alle attività di omologazione, certificazione delle piattaforme, addestramento basale e scorte; 6)acquisire i veicoli da trasporto per le piattaforme AICS.

La seconda parte della prima fase finanziata per 3.390,57 M€, implementata in autonomia e indipendenza dalle altre in ottica di conferirle certa auto-consistenza, che garantirà: 1) l’acquisizione di una prima quota di piattaforme AICS (i cui quantitativi discenderanno dai prezzi di aggiudicazione della fornitura) e del relativo supporto logistico integrato; 2) la realizzazione di adeguamenti infrastrutturali dei sedimi destinati a ricevere le piattaforme; 3) l’approvvigionamento di veicoli da trasporto per le piattaforme stesse.

Il completamento del programma, per il restante valore previsionale complessivo di 2.314,43 M€, sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti finalizzati al completamento delle dotazioni e all’acquisizione del supporto logistico integrato.

Fonte Atto del Governo n. 430 del 13 settembre 2022

Foto Esercito Italiano

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1 Comment

  1. Vorrei…ma non posso.
    Spiacente ma mi torna in mente la triste storia del vcc 80, poi vcc 90, infine (per carità di patria) Dardo.
    Boys, oramai abbiamo raschiato ben bene la pentola e presto potremmo finire metaforicamente sotto un ponte. Lasciamo da parte le paper forces e cerchiamo di tenere i piedi per terra.
    Un modello più realistico e sostenibile potrebbe essere quello della Yugoslavia di Josip Broz e non sto scherzando.

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