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Sistemi statunitensi per l’India

Il Primo Ministro indiano Modi è volato negli Stati Uniti dove sottoscriverà una serie di accordi con le controparti nord americane.

Tra questi accordi, stipulati nell’ambito della partnership rafforzata tra Washington e Nuova Delhi, ve ne sono alcuni che riguardano le FF.AA e l’industria della difesa indiana nell’ambito dell’iniziativa governativa “Make in India” volta a far innalzare il livello qualitativo e quantitativo della manifattura indiana.

lnfatti, l’India presenterà la richiesta ufficiale agli Stati Uniti di poter acquistare cinque velivoli ISTAR per le esigenze della Indian Air Force (IAF). Tali velivoli saranno basati su cellule di Bombardier e saranno dotati di avionica fornita da Raytheon. Nelle intenzioni indiane il primo di detti velivoli sarebbe direttamente fornito dagli Stati Uniti con i restanti quattro velivoli allestiti in India sotto il controllo del DRDO, l’organizzazione di ricerca e sviluppo del Ministero della Difesa Indiana. Il valore di questo programma si aggirerebbe attorno i 3 miliardi di dollari.

Un secondo programma, sempre di interesse della IAF è costituito dal motore aeronautico General Electric GE-414 destinato ai caccia bombardieri di fabbricazione locale LCA Tejas Mk2. L’accordo in questione vedrebbe la costruzione su licenza di un centinaio di questi motori ed entro tre anni la produzione locale coprirà l’80% del propulsore.

Un terzo programma di interesse “interforze” riguarda gli UAV MALE MQ-9B; interforze perché gli UAV di General Atomics – Aeronautical Systems Inc. entreranno in servizio con l’Indian Air Force, l’Indian Army e l’Indian Navy. Il programma in questione riguarda l’acquisto di ben 31 velivoli a pilotaggio remoto di cui 15 sono destinati alla Marina e gli altri 16 all’Aeronautica ed all’Esercito suddivisi in parti eguali. Il valore dell’iniziativa si aggira attorno i 3,2 miliardi di dollari e diverse parti del velivolo, motore compreso, e sensori potranno essere realizzate localmente.

Infine, nell’agenda di Modi vi è una questione di stretto interesse dell’Indian Navy, quella relativa al possibile acquisto dei caccia bombardieri Boeing F/A-18E/F Super Hornet per l’impiego a bordo delle portaerei. L’acquisto riguarderebbe un lotto iniziale di 26 velivoli.

La Marina di Nuova Delhi ha fatto eseguire una serie di prove comparative di decollo da uno ski jump di prova installato a Goa presso la INS Hansa Shore Based Test facility sia al caccia bombardiere di Boeing, sia al caccia bombardiere Rafale prodotto da Dassault.

I nuovi caccia bombardieri andrebbero a bordo della nuova portaerei Vikrant di recente immissione in linea ed in prospettiva anche su una portaerei di cui si è iniziato a discutere l’acquisizione nel prossimo futuro.

Entrambi i caccia bombardieri si sono ben comportati nelle prove comparative;la Vikrant ha un ponte “corto” e non dispone di catapulte ma di uno ski jump per agevolare i decolli con aerei dotati di carico; la portaerei, peraltro, dispone di un sistema di cavi d’arresto che consentono di appontare.

In prospettiva, vi sarebbe anche la sostituzione dei MiG-29K che accusano più di un problema e la guerra in corso tra Russia ed Ucraina ha peggiorato i tempi e le lavorazioni russe sui caccia imbarcati indiani che già non godevano di un alto tasso di efficienza.

La preferenza per il velivolo francese, già in servizio con l’Aeronautica, o per il velivolo statunitense sarà, pertanto, più politica che militare.

A favore del Rafale, oltre il servizio con l’Aeronautica, gioca anche il rapporto che da decenni è stato stabilito con Dassault e, più in generale, con l’industria della difesa francese (ad esempio il programma per i sottomarini derivati dallo Scorpene); a favore del Super Hornet vi sono i legami sempre più stretti tra Washington e Nuova Delhi in chiave anti Pechino e l’immissione in servizio di sistemi d’arma statunitensi sempre più sofisticati come ad esempio i P-8I (la versione indiana del P-8A Poseidon), i C-17, i C-130J, gli elicotteri CH-47F e gli AH-64E. Inoltre, Boeing India gestisce tutta una serie di programmi di supporto e manutenzione relativi a velivoli civili e militari, oltre la fornitura di sistemi e parti per le principali produzioni della casa madre. Infine, per Boeing l’eventuale commessa indiana permetterebbe di mantenere ancora aperta la linea di produzione, tenuta in vita grazie agli ordini imposti dal Congresso alla US Navy che, al posto dei nuovi Advanced Super Hornet, preferirebbe investire le relative risorse sul programma per il caccia imbarcato di 6a generazione che non sarà quello previsto per l’USAF.

Foto @General Atomics Aeronautical Systems Inc. e @Boeing

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