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Sorvolo non autorizzato di un UAS sopra la JS Izumo

In Giappone è divampata la polemica a seguito della pubblicazione di un video sui social network, presto divenuto “virale”, che immortala il passaggio di diversi secondi, almeno venti, di un UAS non identificato sopra il “cacciatorpediniere porta aeromobili” JS Izumo (DDH-183) fermo lungo il molo presso la base navale di Yokosuka, a sud di Tokyo, dove ha sede anche la Settima Flotta della Marina degli Stati Uniti.

Il drone in questione, presumibilmente cinese secondo gli inquirenti, ha sorvolato a marzo impunemente in lungo e largo la portaerei leggera Izumo usando anche lo zoom della camera installata per inquadrare meglio i particolari della nave ammiraglia, il tutto avvenuto senza alcun ostacolo messo in atto dalla JMSDF e delle forze di sicurezza della base ed ha ripreso anche la portaerei statunitense USS Ronald Reagan.

In un primo tempo, il Ministero della Difesa ha tentato di smorzare i toni insinuando il dubbio che il filmato non fosse reale ma è bastato poco a dimostrare che in realtà la Izumo fosse stata effettivamente sorvolata da un UAS non identificato ed ovviamente non autorizzato.

La questione ha toccato “un nervo scoperto” della sicurezza nazionale, con Tokyo impegnata a contenere Pyongyang e Pechino rispettivamente nella loro corsa a dotarsi di armamenti nucleari e di espansione aeronavale tra Mar del Giappone e Mar cinese meridionale, con l’isola di Taiwan ed il controllo delle Isole Spartly al centro di dispute sempre più acute.

Pertanto, anche il Ministero della Difesa ha dovuto prendere atto dell’avvenuto inquietante volo sopra l’ammiraglia della flotta giapponese e considera ora l’evento come un serio problema per la sicurezza nazionale, vista l’estrema facilità dimostrata dal UAS ad avvicinarsi ad un bersaglio di elevatissimo valore senza contrasto, con il pericolo che potesse essere caricato con un ordigno.

Come prima contromisura, la Difesa di Tokyo ha annunciato che saranno acquistati sistemi più avanzati rispetto a quelli ora in uso per scoprire e tracciare i droni difficili da rilevare e saranno impiegati i jammer a radio frequenza per forzare gli atterraggi degli UAS non identificati, rivedendo e potenziando la sicurezza delle basi principali delle Forze di Autodifesa.

Foto @Japan Maritime Self-Defense Force

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