Svizzera, il governo smentisce: nessun piano per estendere la vita degli F/A-18, resta solo l’opzione F-35

La polemica sull’acquisto dei 36 caccia F-35A Lightning II continua ad agitare il dibattito politico svizzero. Dopo le indiscrezioni secondo cui l’attuale flotta di F/A-18 Hornet avrebbe potuto rimanere in servizio oltre il 2032, il Consiglio federale ha chiarito di non avere alcuna intenzione di procedere in questa direzione. Per l’esecutivo, non esistono alternative all’F-35, considerato l’unico velivolo in grado di garantire la difesa dello spazio aereo nazionale nei prossimi decenni.

La smentita del Consiglio federale

Le dichiarazioni del capo dell’Aeronautica, Peter Merz, secondo cui gli F/A-18 avrebbero potuto accumulare fino a 1.000 ore di volo supplementari con un costo stimato tra 800 milioni e 1 miliardo di franchi (832 milioni – 1,04 miliardi di euro), avevano alimentato il fronte critico. Secondo diversi parlamentari della Commissione per le Politiche di Sicurezza (SPC), questa opzione avrebbe permesso di guadagnare tempo fino al 2035 o addirittura al 2037, aprendo alla possibilità di valutare alternative europee come Rafale o Eurofighter.

Il Dipartimento della Difesa (DDPS) ha però smentito ufficialmente questa ipotesi, ribadendo che la Svizzera è vincolata al contratto con gli Stati Uniti e che l’estensione della vita degli Hornet non rientra nei piani. La linea del governo rimane ferma: senza l’F-35, dal 2032 la protezione aerea del Paese sarebbe compromessa.

Anche perché oltre a considerare la spesa molto elevata arrivare ad oltre il 2035 con gli F/A-18 significherebbe per la Svizzera essere uno degli ultimi operatori del velivolo con il rischio di dover gestire un flusso di ricambi sempre più magro e con incognite legate alle operazioni di prolungamento vita cellule.

Crescono le tensioni politiche

La posizione dell’esecutivo ha scatenato la reazione di diversi rappresentanti eletti, che accusano il Consiglio federale di “ostinazione” e di voler procedere a qualsiasi costo con il progetto, nonostante i timori legati all’aumento dei costi – che potrebbero salire fino a 1,3 miliardi di franchi in più rispetto al budget iniziale – e ai ritardi di consegna da parte degli Stati Uniti.

Alcuni membri della SPC hanno parlato di una vera e propria mancanza di trasparenza: “È falso dire che non esistono alternative. Continuare a negarlo mina la credibilità delle istituzioni”, ha commentato un deputato.

Il governo continua però a sostenere che ogni altra ipotesi comporterebbe tempi troppo lunghi per una nuova gara internazionale e rischierebbe di lasciare la Svizzera senza difesa aerea per diversi anni. Per questo, nonostante le critiche e i dubbi sollevati, la strada dell’F-35 rimane l’unica considerata praticabile dal Consiglio federale.

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