Taiwan punta al 5% del PIL per la difesa entro il 2030

Il Presidente di Taiwan, Lai Ching‑te, ha annunciato ambiziosi piani per aumentare la spesa militare fino al 5 % del PIL entro il 2030, al fine di rafforzare la capacità difensiva dell’isola di fronte alle crescenti pressioni della Cina e alle sollecitazioni degli Stati Uniti.

Per il 2026, il governo taiwanese ha stanziato una spesa militare pari al 3,32 % del PIL, ossia circa NT$ 949,5 miliardi (≈ 31 miliardi di dollari), con un aumento del 22,9 % rispetto al budget precedente. Per la prima volta, in questa cifra sono inclusi i finanziamenti per la Guardia Costiera e per le pensioni dei veterani, secondo un modello contabile ispirato agli standard NATO.

Perché il 5%?

L’obiettivo del 5 % rappresenta uno standard di deterrenza moderno e avanzato, in linea con le recenti tendenze di sicurezza regionale e globale. Alcuni considerano questo target simile all’impegno assunto dai paesi NATO nel quadro del The Hague Investment Plan, che prevede di raggiungere il 5 % del PIL in spese militari e sicurezza entro il 2035.

In un contesto regionale teso, dove la Cina intensifica le sue esercitazioni militari e le attività provocatorie nella zona dello Stretto di Taiwan, questo investimento serve a rafforzare la deterrenza e a segnalare un impegno concreto a difesa della sovranità e della stabilità nell’Indo-Pacifico.

Cooperazione internazionale

Il Presidente Lai ha sottolineato l’importanza della cooperazione con alleati internazionali nella ricerca, sviluppo e produzione di armamenti, evidenziando il ruolo cruciale degli Stati Uniti come principale fornitore di armi, nonostante l’assenza di relazioni diplomatiche formali.

Parallelamente, Taiwan punta a rafforzare la propria industria della difesa, già caratterizzata da diversi attori industriali (come NCSIST, AIDC, CSBC), coinvolti nello sviluppo di tecnologie militari domestiche come droni, sistemi navali e prototipi radar.

Taiwan adotta la cosiddetta “Overall Defense Concept” (ODC), una strategia integrata volta a combinare forze armate e risorse civili per creare una difesa asimmetrica e resiliente, capace di ritardare e scoraggiare eventuali attacchi  .

Inoltre, esercitazioni militari cinesi come Strait Thunder–2025A, condotte nel mese di aprile 2025 vicino Taiwan, hanno spinto le autorità taiwanesi a rafforzare i programmi di resistenza e preparazione operativa  .

La Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per essere sempre informato sul Mondo della Difesa comodamente dalla tua mail!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per ricevere le ultime notizie sul mondo della Difesa direttamente nella tua mail!

Basta solo l'indirizzo mail ed il nome.

Non invieremo mai SPAM e puoi cancellarti quando vuoi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Sfoglia categorie

Articolo precedente

Malaysia, il Sultano blocca i Black Hawk e riaccende i riflettori sul procurement militare

Prossimo articolo

Ordinati oltre cinquantamila APKWS II dagli Stati Uniti

Ultime notizie

Ultime notizie