Taiwan valuta l’acquisto delle LCS dismesse dall’US Navy

Nel corso di un’audizione parlamentare il Ministro della Difesa di Taipei ha dichiarato che il suo dicastero sta valutando l’ipotesi di acquistare le LCS dismesse ed in via di dismissione da parte dell’US Navy.

Questo possibile acquisto sarebbe intrapreso per potenziare le capacità di difesa costiera di Taiwan, fortemente esposta ad un possibile attacco aeronavale su larga scala da parte della Cina continentale.

A detta del Ministro, i “pro” di questa operazione consisterebbero nella pressoché immediata disponibilità di unità mentre i contro sarebbero costituiti dai costi di acquisto e da quelli per il mantenimento (elevati).

L’US Navy ha avviato da tempo una profonda revisione del programma delle Littoral Combat Ship, unità pensate per operazioni multiruolo in scenari costieri; le prime due unità delle due classi Indipendence e Freedom sono state già ritirate nel luglio dello scorso anno perché ritenute unità poco più che sperimentali.

LCS

A seguire altre quattro LCS entrate in servizio tra il 2012 ed il 2017 sono state decommissionate lo scorso 31 marzo, e l’US Navy ha proposto nella richiesta di budget per il Fiscal Year 23 di ritirare dal servizio ben nove LCS tra cui alcune entrate in servizio nel 2020, per recuperare risorse da destinare ad altri programmi ritenuti più urgenti per unità combattenti di maggiore utilità.

In effetti, il programma LCS si dibatte tra problemi mai completamente risolti, costi sempre troppo elevati e ritardi nello sviluppo dei pacchetti di missione che avrebbero dovuto rappresentare “la chiave di volta” del successo di queste unità, in origine destinate ad essere riprodotte in grande numero.

Una delle ragioni che hanno portato al ripensamento dell’US Navy sul ruolo delle LCS è da attribuire al vigoroso espansionismo aeronavale di Pechino che sta immettendo in linea un crescente numero di unità sempre più armate e sempre più di grandi dimensioni con forte autonomia, navi e sottomarini che non potrebbero essere affrontate dalle LCS.

Altra ragione che ha minato il programma LCS è stata il ritorno su larga scala delle attività della flotta sottomarina russa tra Artico, Mare del Nord, Atlantico e Mediterraneo che ha ha costretto l’US Navy a riprendere la costruzione di unità di scorta e per la difesa antisom, dopo oltre trent’anni, impostando la classe Constellation, un profondo adattamento ai requisiti statunitensi della classe Bergamini (FREMM-IT) in servizio con la Marina Militare Italiana.

Foto US Navy

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