Giornata ad altissima tensione quella odierna tra le due Coree, segnata dall’avvenuto lancio multiplo di missili balistici da parte della Corea del Nord al quale ha fatto riscontro un’analoga dimostrazione di potenza da parte della Corea del Sud.

La Corea del Nord ha effettuato almeno dieci lanci di missili, tra cui tre missili balistici a corto raggio (SRBM), in direzione del Giappone e del Mar Giallo ed ha sparato almeno cento proiettili d’artiglieria dalla sua costa orientale in una zona cuscinetto militare (demilitarizzata) stabilita in un accordo del 2018 con la Corea del Sud.
Per due di questi missili sono state registrate traiettorie anomale che hanno portato gli ordigni a cadere pericolosamente nelle vicinanze di centri abitati marittimi sud coreani, oltrepassando il confine marittimo tra le due Coree, primo atto del genere dalla stipula del armistizio del 1953.
Ovviamente, la Corea del Sud ha definito l’azione nordcoreana una grave provocazione alla quale ha immediatamente dato risposta con un lancio multiplo di missili aria-superficie finiti nelle acque nordcoreane oltre il confine marittimo della Corea del Nord.

Il Presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha condannato il lancio multiplo di missili della Corea del Nord come una violazione de facto del territorio del sud.
Lo stesso Yoon ha invitato i militari a essere pronti a reagire contro ulteriori provocazioni di alto livello da parte della Corea del Nord mentre presiedeva una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale dopo il lancio.
A tal fine lo Stato Maggiore delle Forze Armate Sud Coreane ha decretato lo stato di massimo allerta per essere pronto a dar corso ad una risposta immediata, per proteggere la nazione e le aree più esposte al lancio missilistico.
Il lancio sud coreano è stato eseguito da caccia bombardieri F-15K e F-16 con missili a guida di precisione nelle acque a nord del Northern Limit Line (NLL) nel Mare Orientale che hanno terminato la loro corsa in un’area a nord dell’NLL ad una distanza quasi equivalente a quella del missile nord coreane caduto a sud del confine marittimo.
Reazioni furiose al lancio di missili nord coreane sono state espresse dagli Stati Uniti e dal Giappone, nelle cui acque prospicienti la Zona Economica Esclusiva finiscono la traiettoria i missili di Pyongyang.
Alla vigilia del nuovo lancio, Washington si era appena espressa sulla situazione in atto nella penisola coreana da un lato brandendo il bastone, con la minaccia di chiudere la questione “terminando” il regime nordcoreano nel caso in cui Pyongyang dovesse impiegare armi nucleari per attaccare gli Stati Uniti ed i suoi alleati regionali, e dall’altro mostrando il “ramoscello d’ulivo”, dichiarandosi disposta ad avviare colloqui sul controllo degli armamenti con la Corea del Nord al fine di stemperare la crisi.
Foto Korean Central News Agency e Ministero della Difesa Australiano


