giovedì, Febbraio 2, 2023

Tra Berlino e Varsavia in corso la commedia degli equivoci

Tra Varsavia e Berlino i rapporti sono piuttosto laceri e non è una novità.

Come è noto, allo scoppio delle ostilità tra Russia ed Ucraina, la Polonia ha rinfacciato la questione North Stream 1 e 2 alla Germania che, di fatto, ha creato un pericoloso monopolio del gas a favore di Mosca, mentre Varsavia si è organizzata con la Norvegia per ottenere gas da fonte alternativa, oltre che con rigassificatori che gestiscono gas naturale liquefatto di produzione nord americana.

Da tempo, Varsavia ha assunto una posizione fortemente anti tedesca sia in sede NATO, sia in sede Unione Europea. La Polonia sfrutta anche l’influentissima partnership politica, economica e militare che Varsavia e Washington hanno saldato in questi anni. Infatti, gli Stati Uniti hanno visto con crescente scettiscismo la nascita dell’asse franco-tedesco che, negli anni del Cancellierato Merkel ha influenzato non poco la gestione dell’Unione Europea e, soprattutto, ha creato problemi all’interno della NATO, nonché la questione relativa i gasdotti russi-tedeschi che, da sempre, Washington ha indicato come potenzialmente pericolosi per l’Europa e per la NATO. Per controbilanciare questa situazione, negli anni gli Stati Uniti hanno individuato nella Polonia il candidato migliore, anche nell’ottica di uno spostamento delle basi dalla Germania verso i Paesi ex Patto di Varsavia per rinforzarne le difese e per dar vita ad una strategia di contenimento della Russia che, nell’ultimo decennio, è divenuta sempre più aggressiva come testimonia la situazione in atto in Ucraina.

Non ultima la richiesta di risarcimento danni di guerra di 1.300 miliardi di euro votata dal Parlamento Polacco ed indirizzata alla Germania; la questione è più delicata di quanto si possa pensare, perché il nazionalismo in Polonia soffia più forte che mai ed i rapporti con la Germania non sono mai stati buoni.

Berlino, in forte imbarazzo, ha pensato bene di offrire batterie Patriot e caccia Eurofighter, sfruttando l’occasione fornita dalla ricaduta in territorio polacco dei resti di uno o più missili ucraini lanciati contro cruise russi. In quell’occasione, purtroppo, oltre i danni materiali, si sono contate vittime, e vi sono stati momenti di vera tensione, fino a quando, prima Mosca e Washington e dopo la NATO, hanno smentito la tesi del missile cruise russo tirato contro la Polonia.

Invero, la Polonia non ha risposto negativamente alla offerta tedesca, anche perché i caccia tedeschi opererebbero all’interno del dispositivo NATO schierato in Europa Orientale per rinforzare la difesa aerea da eventuali atti aggressivi bielorussi e russi; del resto, dall’enclave russa di Kallingrad decollano velivoli da combattimento e ricognizione che compiono puntate minacciose verso lo spazio aereo polacco ed il Mar Baltico, con i caccia polacchi e della NATO che decollano su allarme per respingere i russi all’interno del loro spazio aereo.

Ma per quanto riguarda i sistemi missilistici Patrot, la Polonia ha invitato la Germania a schierarli in Ucraina perché coprirebbero meglio l’area ovest dell’Ucraina difendendo allo stesso tempo le regioni orientali polacche; ovviamente, Berlino ha risposto “picche” perché l’Ucraina non è un Paese membro dell’Alleanza Nord Atlantica e, pertanto, non può schierare sistemi d’arma in un Paese in guerra con altra Nazione. Peraltro, per l’addestramento del personale ucraino nonché per il supporto tecnico, piuttosto complesso per la gestione di questo sistema d’arma, dovrebbe essere inviato personale tedesco in Ucraina, situazione inaccettabile per la Germania.

Insomma, tra Germania e Polonia si assiste ad un deterioramento di rapporti sempre più vistoso all’interno della NATO, con la questione del sistema di difesa multistrato sponsorizzato da Berlino che è stata bollata in modo sprezzante da Varsavia come inutile e tesa solo a favorire le imprese della difesa tedesca; peraltro, i Tedeschi sul punto hanno avuto successo perché all’iniziativa hanno aderito 14 Paesi membri più la Finlandia che è in attesa di entrare a pieno titolo con la Svezia nell’Alleanza. L’iniziativa prevede l’adozione del sistema missilistico antimissile Arrow 3 di manifattura israeliana e statunitense e di sistemi di difesa d’area IRIS-T SLM-SMX a medio e lungo raggio al quale potrebbero essere “agganciati” anche altri sistemi SHORAD/VSHORAD/MANPADS/laser in dotazione ai Paesi aderenti per contrastare ogni tipo di minaccia.

Varsavia da parte sua ribatte che all’iniziativa non partecipano Francia, Italia e Spagna, tra i Paesi più importanti ed influenti dell’Alleanza, ed ovviamente gli Stati Uniti e che, comunque, la difesa antimissile NATO sarà già assicurata dai sistemi AEGIS di prossima attivazione tra Polonia e Romania. Inoltre, la Polonia schiererà a a breve i sistemi di difesa aerea ed antimissili Patriot PAC-3/MSE, integrando le omologhe batterie che l’US Army ha schierato in Polonia e lungo i confini orientali della NATO per rafforzarne le difese.

Foto Bundeswehr

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