Un fondo comune europeo per la Difesa

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Nel prossimo futuro l’Unione Europea avrà un fondo comune per la Difesa.

Questo è quanto emerso in occasione del Consiglio di Difesa dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Joseph Borell Fontelles, Alto Rappresentante agli Affari Esteri e Sicurezza, ha indicato la necessità di “varare” questo importante strumento.

Infatti, Borell ha sottolineato che attualmente i Paesi membri dell’Unione Europea spendono male, relativamente poco e con troppi programmi che si sovrappongono.

Secondo le stime attuali, il livello medio attuale di spesa è pari a quello del 2009 e la situazione è peggiorata a causa della guerra tra Mosca e Kiev con i Paesi europei che hanno dato fondo alle riserve e non solo per armare l’Ucraina.

La Commissione Europea, pertanto, proporrà in occasione del prossimo Consiglio Europeo straordinario del 30 e 31 maggio l’istituzione di un fondo comune europeo teso a favorire l’acquisizione collettiva di sistemi d’arma tramite procedure di appalto centralizzate per permettere la ricostruzione delle scorte e non solo che i singoli Paesi hanno impegnato per armare l’Ucraina.

Ma oltre far fronte a tale necessità urgente, secondo Borell il nuovo fondo comune dovrà servire nel medio e lungo periodo ad aumentare le capacità militari europee, facilitando acquisizioni comuni di sistemi d’arma sviluppati congiuntamente, per colmare le carenze in tutti i settori, con attenzione particolare agli assetti terrestri, navali e cyber, nonché migliorare ed aumentare al contempo la spesa, dopo attenta revisione critica di quanto oggi disponibile.

Tale fondo comune dovrà essere cofinanziato dai Paesi dell’Unione Europea e su questo punto sarà necessario “trovare la quadra” tra i Governi dei Paesi Europei sullo scorporo degli investimenti per la difesa, tema sul quale, prima della pandemia ed ora della guerra nell’Europa orientale, vi era stato più di un attrito tra i Paesi cosiddetti “virtuosi” e quelli, tra cui l’Italia, con debito pubblico “sostenuto”.

Probabilmente, la crisi economica innescata dalla pandemia di covid19 ed ora la guerra in atto tra Russia ed Ucraina permetteranno di raggiungere un accordo, essendo tutti i Paesi dell’Unione interessati ad ammodernare e potenziare in tempi rapidi i propri strumenti militari, con livelli di spesa contenuti, grazie alla ripartizione, e con ritorno economico, tecnologico ed industriale garantito.

Foto European Defence Agency

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