Un Hornet ha abbattuto gli Strike Eagle

Riguardo l’abbattimento dei tre F-15E Strike Eagle dell’USAF in Kuwait sono emersi interessanti nuovi elementi che permettono di ricostruire in maniera più completa l’incredibile vicenda.

L’abbattimento di tre velivoli dell’USAF in una sola occasione era già di per sé una notizia, o la Notizia; che fosse avvenuto a causa di “fuoco amico” la rendeva ancora più curiosa.

In un primo tempo la responsabilità dell’incidente, che per fortuna non ha causato feriti o perdite tra i sei uomini e donne degli equipaggi degli Strike Eagle, era stata addebitata alla difesa contraerea kuwaitiana che, sin dalle prime ore dell’attacco lanciato da Israele e Stati Uniti, era sotto forte pressione, impegnata a contrastare con i suoi sistemi i lanci ripetuti di missili e droni da parte dell’Iran.

Secondo le prime ricostruzioni la contraerea kuwaitiana, impegnata a rispondere agli attacchi iraniani, avrebbe abbattuto gli Strike Eagle statunitensi che si trovavano nel mezzo degli ingaggi e che, per incomprensioni con il controllo a terra e/o per la mancanza di attivazione dell’interrogatore “amico/nemico” (IFF), non avevano chiarito ai kuwaitiani la loro presenza nello spazio aereo interdetto per attivazione dei sistemi di difesa.

Peraltro, ora sono emersi nuovi elementi che “scagionano” la difesa contraerea kuwaitiana e chiamano in causa un velivolo della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Kuwaytiyya o Kuwait Air Force (KAF) per l’esattezza un F/A-18C Hornet.

Questo velivolo era stato fatto decollare su allarme dalla KAF per contrastare minacce aeree che si avvicinavano al Paese.

Non avendo i velivoli statunitensi attivato i loro IFF, per il controllo a terra e per il pilota kuwaitiano sono stati attimi di vera difficoltà, non avendo alcun elemento per identificare gli Strike Eagle come amici.

Pertanto, in assenza di segnali identificativi si è deciso di ingaggiare le presunte minacce ed i missili lanciati dal Hornet hanno centrato i bersagli fortunatamente senza causare problemi agli equipaggi.

Resta da capire perché i sistemi di protezione degli Strike Eagle non abbiano funzionato evitando i missili in arrivo.

Si è trattato di uno scontro tra velivoli di quarta generazione tutta in casa Boeing (entrambi i modelli di velivoli già McDonnell Douglas) che ha visto largamente trionfare l’Hornet ai danni dello Strike Eagle.

Ironicamente, si può concludere che l’US Navy ha battuto l’US Air Force con un secco tre a zero.

Foto credit @USAF

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