Un missile balistico a corto raggio per il British Army

Il Ministero della Difesa del Regno Unito (UK MoD) ha pubblicato l’avviso relativo un programma di ricerca militare relativo lo sviluppo di un missile balistico a corto raggio lanciabile da terra.

Il programma denominato “Nightfall” dovrà portare alla realizzazione di un missile balistico tattico (con portata superiore i 600 km) dal costo conveniente, in grado di essere lanciato da terra in sicurezza da una piattaforma mobile in un ambiente tattico ad alto rischio, navigando e colpendo con precisione una coordinata programmata dall’utente.

L’UK MoD richiede che il missile dovrà essere operativo in ambienti fisici difficili, giorno e notte, con bassa firma multispettrale, resiliente in un ambiente elettromagnetico (EME) complesso, anche in un ambiente GNSS negato e degradato, e resistente ad attacchi EW mirati e spoofing.

In base a potenziali contratti futuri, la produzione dovrà essere scalabile per soddisfare i requisiti operativi con un minimo di 10 unità al mese, con la possibilità di aumentare ulteriormente.

Capacità e CEP richiesti

La Difesa britannica richiede la capacità di lanciare più (>2) effettori da un singolo veicolo terrestre. Ogni missile deve trasportare un carico utile di circa 300 kg (ad alto potenziale esplosivo) per oltre 600 km su una traiettoria balistica, con una certa manovrabilità di base. Tali soluzioni sono comunemente chiamate missili balistici tattici. Il missile dovrà essere in grado di navigare in un ambiente GPS negato e colpire entro 5 metri da una coordinata GPS fornita il 50% delle volte, ovvero avere un CEP50 di 5 metri.

Il tempo di volo deve essere rapido, con i missili in grado di colpire i bersagli designati entro 10 minuti dal lancio. Analogamente, il tempo di lancio deve essere rapido: tutti gli effettori NIGHTFALL saranno lanciati dallo stesso lanciatore entro 15 minuti dall’arresto in un punto di lancio. Dopo il lancio, il veicolo terrestre/lanciatore e l’equipaggio devono essere in grado di lasciare rapidamente l’area, idealmente in 5 minuti.

Il costo complessivo dell’effettore target è di 500.000 sterline per unità, escludendo la testata, il lanciatore e qualsiasi costo di sviluppo. Per ottenere tale risultato la Difesa britannica richiede tecnologie che possano essere confezionate entro 9-12 mesi per fornire almeno cinque unità complete per le prove. Il progetto dovrebbe ridurre al minimo ed idealmente essere esente da restrizioni commerciali e di utilizzo imposte dai Governi esteri, come il controllo delle esportazioni. Il progetto deve poter essere aggiornato in futuro, ad esempio aumentando la gittata, la precisione, la manovrabilità in volo, la telemetria integrata ed altri elementi, se necessario.

In questa fase, il Ministero della Difesa di Londra desidera comprendere la risposta dell’industria a quest’iniziativa senza richiedere la presentazione di una soluzione completa.

Considerazioni

Il Nightfall è un programma che suscita interesse sotto molteplici aspetti, da quello tecnologico a quello dell’impiego.

Una prima considerazione è legata alla dimostrata volontà britannica di dotarsi di un sistema d’arma, missile balistico a breve raggio, non presente nell’arsenale terrestre da diversi decenni.

Per trovare un’arma del genere, peraltro con portata nettamente inferiore ma con capacità di trasportare una testata tattica nucleare oltre che convenzionale unitaria o con submunizioni, bisogna risalire, infatti, ai tempi del missile tattico MGM-52 Lance operativo ai tempi della Guerra Fredda.

Quindi, è evidente che le recenti lezioni apprese dai conflitti tra Russia ed Ucraina (OTR-21 Točka e 9K720 Iskander anche nella variante nord coreana) e quelle tra Israele ed Hezbollah (Rampage, Delilah e Predator Hawk impiegati dalle IDF), in occasione dei quali è stato fatto largo uso di missili balistici a breve raggio per colpire a distanza obbiettivi di opportunità sia di valore tattico che strategico, sono state assimilate dalle Forze Armate britanniche.

Un’ulteriore considerazione è l’interesse britannico a sviluppare un missile balistico a corto raggio facendo ricorso a tecnologia nazionale già disponibile, evitando il ricorso ad elementi e sistemi stranieri che possano comportare pesanti limitazioni di impiego, con costi assai limitati almeno a livello di effettore e per permetterne l’esportazione.

Infine, laddove realizzata e messa in produzione un’arma del genere, evidentemente, chiuderebbe la porta all’adozione almeno da parte del British Army del Precision Strike Missile e della variante Extended Range o della sua variante europea, perché il sistema statunitense prodotto da Lockheed Martin per gli M270A2 e per gli M142 HIMARS sarebbe sovrapponibile per gittata a quello britannico, rendendo poco plausibile una doppia adozione.

Fonte contractsfinder.service.gov.uk

Foto credit @US Army

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