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Un piano di salvataggio per il Cantiere Navale Vittoria

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato relativo la proposta di salvataggio del Cantiere Navale Vittoria di Adria formulata da un gruppo di dipendenti interni e soggetti esterni. Come è noto, il Cantiere Navale Vittoria attualmente è interessato da una grave situazione finanziaria che, in assenza di concrete misure atte a contrastare lo stato di crisi, a breve ne comprometterà l’operatività ed il futuro. Lungi dalla nostra redazione voler attribuire responsabilità ed individuare le cause che hanno comportato tale stato di crisi e di entrare nel merito della sua risoluzione, è auspicabile nell’interesse di tutti, peraltro, addivenire al salvataggio dell’impresa prima dell’apertura delle procedure in Tribunale, mantenendo possibilmente l’integrità aziendale e salvaguardando i posti di lavori. Infatti, un piano di salvataggio solido e ben articolato permetterebbe al Cantiere Navale Vittoria di poter continuare ad operare nel settore civile dove è presente da decenni ed in quello militare, in cui si era affermato recentemente con la costruzione del OPV per Malta e nella commessa per gli LCM-23 destinati alla LHD Trieste della Marina Militare tra gli altri appalti prestigiosi ottenuti. Qui di seguito la proposta presente nel comunicato inviato in data odierna alla redazione di ARES-Osservatorio Difesa.

CANTIERE NAVALE VITTORIA – ARRIVA UN PIANO DI SALVATAGGIO DA PARTE DI UNA SERIE DI MANGER INTERNI ED ESTERNI

Nonostante il recente coinvolgimento della politica locale e regionale, mobilitata grazie al concreto interessamento delle maggiori sigle sindacali, a supporto di una possibile soluzione della profonda crisi finanziaria che ha travolto il Cantiere Navale Vittoria di Adria, niente di fattibilmente concreto è emerso nelle ultime settimane. Di fatto l’inesorabile scadenza del 31 luglio, data in cui l’azienda prevede di completare le ultime commesse in gestione, si avvicina sempre più ed in quel momento se non vi sarà alcuna concreta proposta per un piano di salvataggio, il cantiere sarà costretto ad avviare l’irreversibile processo di liquidazione giudiziale depositando i libri contabili in tribunale.

In questo contesto, un ristretto team di manager e dirigenti sia interni che esterni ha elaborato un piano da proporre sugli opportuni tavoli di discussione. Il piano vuole proporre una reale e concreta alternativa alla liquidazione e, quindi, evitare le spiacevoli disastrose conseguenze che ne deriverebbero sul piano occupazionale nonché il profondo impatto sul già delicato sistema economico locale del Polesine. La proposta consisterebbe in una operazione di Management Buy-Out (MBO), ossia l’acquisizione dell’azienda da parte di un team di manager che mettendo a disposizione le proprie competenze, conoscenze, credibilità ed una parte del capitale, acquisirebbero e prenderebbero in gestione l’azienda. L’idea quindi sarebbe quella di rendere fluido il passaggio dell’operatività aziendale dalla vecchia gestione ad una totalmente nuova ma che, conoscendo appieno le dinamiche operative del cantiere e, soprattutto, essendo dotata di tutte le competenze e conoscenze tecnico-gestionali necessarie, permetterebbe una ripresa dell’attività aziendale, senza traumi e discontinuità, preservando l’interezza dei posti di lavoro.

Il Team MBO è composto da quattro professionisti, due interni e due esterni, ed è capitanato dall’ing. Michele Lauriero attuale dirigente interno al cantiere che ha il ruolo di Direttore del Project Management Office e che, di fatto, sta assistendo l’Amministratore Delegato, recentemente nominato, nella gestione operativa dell’azienda in questa delicata fase di crisi. Cinquantenne, laureato in ingegneria navale, l’ing Lauriero ha acquisito una venticinquennale esperienza nel settore marittimo, dapprima con il ruolo di Ufficiale del Genio Navale della Marina Militare e poi, in qualità di manager nella cantieristica navale, lavorando tra l’altro per importati gruppi cantieristici di caratura internazionale quali il Gruppo Ferretti ed il francese Gruppo Piriou. In questo progetto sarà affiancato da altri tre professionisti di cui al momento si mantiene l’anonimato ma che sono in grado di coprire un ampio spettro di competenze necessarie a gestire in maniera efficace una realtà cantieristica specializzata in costruzioni di navi militari, in particolare nelle aree tecnico progettuale, commerciale, gestione operativa e gestione di progetti.

I pilastri fondativi dell’operazione sono netti, imperativi e ben chiari: sfruttare le ampie opportunità commerciali attualmente emergenti nel settore sia militare che commerciale, prendere in eredità la buona reputazione costruita in cento anni di storia di Cantiere Navale Vittoria, massima e rigorosa applicazione dei principi di gestione onesta ed etica del business, ruoli assegnati sulla base di competenza, capacità e meritocrazia e non più con una semplice logica di spartizione dinastica tra i membri della famiglia proprietaria, efficace controllo di gestione economico/finanziaria, applicazione dei più moderni ed efficienti processi produttivi ed infine preservare l’interezza degli attuali posti di lavoro.

Su queste basi e con la piena coscienza di dover proporre un modello di business ampiamente redditizio, ma che al tempo stesso dimostri un netto e drastico segno di discontinuità rispetto alla inefficace gestione del recente passato, il Team MBO ha recentemente messo a punto un Business Plan che delinea le basi di un modello di piano di salvataggio. Recentemente è stata avviata anche la fase di indagine presso investitori istituzionali che possano supportare l’operazione. L’idea del team sarebbe quella di poter accedere, se possibile attraverso un pool di banche od istituti finanziari meglio se operanti sul territorio, ad una massa critica di finanza nella forma di prestito da restituire attraverso gli utili dei primi anni di esercizio. Non è comunque preclusa la strada o l’opportunità di coinvolgere investitoti privati che possano entrare nell’assetto societario. In questo caso gli eventuali investitori interessati ad una operazione di acquisizione avrebbero il pieno supporto di un team di professionisti al proprio fianco, che metta a disposizione del progetto una solida base di competenze e conoscenze dell’industria specifica per un avvio della piena operatività in tempi rapidi.

Che una realtà industriale importante quale è il Cantiere Navale Vittoria, con le sue competenze e capacità produttive, con i suoi cento anni di storia, con la sua eccellente reputazione sul mercato e quasi mille navi costruite possa fallire e chiudere inesorabilmente è un qualcosa di inimmaginabile e, qualora si realizzasse, metterebbe in crisi non solo il sistema economico locale ma avrebbe ripercussioni sull’intero settore della cantieristica navale italiana. Pensare che questo possa accadere in un momento storico in cui il settore del piccolo naviglio militare e commerciale di alto valore aggiunto è in pieno fermento e con prospettive di crescita a tre cifre percentuali nei prossimi anni è pura follia. È in questo scenario che l’ing. Lauriero ed i suoi colleghi scendono in campo mettendo a disposizione dell’industria le proprie competenze, sacrificio e buona volontà per perseguire ogni possibile e viabile seria alternativa al fallimento di una realtà industriale che non può e non deve cessare di esistere nel giro di poche settimane.

Comunicato ing. Michele Lauriero

Foto @Cantiere Navale Vittoria

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