Joint Task Force – Southern Border personnel use the Army Multipurpose High Energy Laser system to engage and defeat a hostile UAS, determined to be such based on its use in direct support of activities posing a physical threat to U.S. military personnel and CBP partners, August 25, 2026. Approximately 8,000 service members are currently deployed under JTF-SB to protect U.S. territorial integrity by boosting awareness, accelerating response, and supporting federal law-enforcement partners. (U.S. Army Photo by Sgt. Daniel Huerta)

Gli USA abbattono tre droni dei cartelli messicani con il laser AMP-HEL

Le Forze Armate statunitensi hanno impiegato operativamente un sistema laser ad alta energia AMP-HEL (Army Multi-Purpose High Energy Laser) per neutralizzare tre droni ritenuti collegati alle attività dei cartelli lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. L’episodio rappresenta uno dei casi più significativi finora resi pubblici di impiego reale di un’arma ad energia diretta per la difesa counter-UAS sul territorio statunitense.

L’operazione è stata condotta dalla Joint Task Force–Southern Border (JTF-SB), che opera alle dipendenze dello U.S. Northern Command (USNORTHCOM) a supporto della Customs and Border Protection (CBP), tra la tarda serata del 25 agosto e le prime ore del 26 agosto.

Secondo il comunicato ufficiale, gli operatori della task force hanno utilizzato il sistema AMP-HEL per «engage and defeat» tre UAS classificati come ostili perché impiegati direttamente a sostegno di attività considerate una minaccia fisica per il personale militare statunitense e per gli agenti della CBP.

Il Pentagono non ha tuttavia comunicato né il modello dei droni abbattuti né il cartello che li avrebbe utilizzati e, soprattutto, non ha precisato il luogo esatto degli ingaggi.

CBS News ha chiesto specificamente a USNORTHCOM se i velivoli fossero stati neutralizzati nello spazio aereo statunitense oppure in quello messicano. Il Comando ha risposto che gli ingaggi sono avvenuti in coordinamento con le organizzazioni che operano lungo la frontiera, rifiutando di fornire ulteriori particolari per ragioni di sicurezza operativa.

L’uso dei droni in Messico

Joint Task Force – Southern Border personnel use the Army Multipurpose High Energy Laser system to engage and defeat a hostile UAS, determined to be such based on its use in direct support of activities posing a physical threat to U.S. military personnel and CBP partners, August 25, 2026. Approximately 8,000 service members are currently deployed under JTF-SB to protect U.S. territorial integrity by boosting awareness, accelerating response, and supporting federal law-enforcement partners. (U.S. Army Photo by Sgt. Daniel Huerta)

Secondo il comandante della JTF-SB, Major General Curtis Taylor, le organizzazioni criminali messicane stanno aumentando l’impiego di sistemi senza pilota sia per facilitare il traffico illecito di persone sia per effettuare attività di sorveglianza contro militari e forze dell’ordine statunitensi.

I droni rappresentano infatti uno strumento particolarmente efficace per controllare i movimenti delle pattuglie, individuare eventuali varchi nella sorveglianza della frontiera e fornire informazioni in tempo reale alle organizzazioni impegnate nelle attività di contrabbando.

Ciò non significa necessariamente che i tre velivoli neutralizzati fossero armati. In precedenza esperti interpellati da CBS avevano evidenziato come, sul lato statunitense della frontiera, i cartelli utilizzassero principalmente gli UAS per ISR e supporto alle attività di traffico, mentre in Messico è documentato anche l’impiego di droni modificati per trasportare ordigni contro organizzazioni rivali.

La JTF-SB dispone attualmente di circa 8.000 militari, schierati lungo le circa 1.954 miglia della frontiera meridionale degli Stati Uniti. Dalla costituzione della task force nel marzo 2025, le unità hanno effettuato decine di migliaia di missioni di pattugliamento e sorveglianza e migliaia di voli di osservazione, lavorando anche insieme alle forze messicane.

Il sistema AMP-HEL

L’Army Multi-Purpose High Energy Laser nasce come programma di prototipazione rapida dell’Esercito statunitense destinato soprattutto al contrasto degli UAS di piccole dimensioni attraverso un laser ad alta energia installato su piattaforme mobili.

AeroVironment ha confermato alla stampa che nell’operazione è stato utilizzato uno dei propri sistemi ad energia diretta, anche se l’azienda non ha indicato quale specifica configurazione fosse stata schierata.

Nel settembre 2025 AeroVironment aveva consegnato all’US Army i primi due prototipi AMP-HEL equipaggiati con un LOCUST nella classe dei 20 kW, installato sul General Motors Defense Infantry Squad Vehicle (ISV).

Una seconda tranche, consegnata nel dicembre successivo, comprendeva altri due sistemi installati su Oshkosh JLTV, sempre con laser LOCUST da circa 20 kW ma con un beam director caratterizzato da un’apertura maggiore, soluzione pensata per migliorare le prestazioni contro i bersagli.

Non è stato comunicato se per gli abbattimenti del 25-26 agosto sia stata utilizzata la configurazione ISV, quella JLTV o un’altra variante della famiglia.

Il LOCUST integra capacità di acquisizione, tracciamento elettro-ottico/infrarosso e controllo estremamente preciso del fascio. Una volta agganciato il bersaglio, il laser concentra energia su un punto della struttura del drone per un tempo sufficiente a provocare il cedimento di componenti critici, come sensori, motori, superfici strutturali o sistemi elettronici.

La versione più recente della famiglia, LOCUST X3, presentata da AeroVironment nel marzo 2026, offre una potenza scalabile tra 20 e oltre 35 kW, acquisizione e tracking assistiti da software e capacità contro UAS dei Gruppi 1-3. La società sostiene inoltre che il costo energetico di un singolo ingaggio possa scendere sotto i cinque dollari, anche se tale dato riguarda il nuovo X3 e non è stato confermato per la specifica configurazione impiegata al confine.

I problemi dei mesi precedenti

Nel febbraio scorso la CBP aveva utilizzato un sistema laser fornito dal Pentagono contro un oggetto nei pressi di El Paso che fu successivamente identificato come un insieme di semplici palloncini. Poche settimane più tardi militari statunitensi abbatterono invece un drone appartenente alla stessa CBP nell’area di Fort Hancock, dopo che il volo del velivolo non era stato correttamente coordinato con la task force.

Gli episodi avevano provocato anche temporanee restrizioni dello spazio aereo da parte della Federal Aviation Administration e sollevato interrogativi sulle procedure necessarie per utilizzare laser di elevata potenza all’interno dello spazio aereo civile.

A marzo il sistema era stato quindi sottoposto a ulteriori prove presso il White Sands Missile Range, con il coinvolgimento della FAA. Successivamente le autorità militari e dell’aviazione civile hanno definito nuove procedure per permetterne l’impiego in maniera controllata nello spazio aereo nazionale.

Il confine meridionale degli Stati Uniti sta diventando, di fatto, anche un importante banco di prova operativo per le nuove tecnologie counter-UAS, permettendo di sperimentare sensori, sistemi di guerra elettronica e armi ad energia diretta contro una minaccia reale ma in un ambiente molto diverso da quello di un conflitto convenzionale.

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