Varata a Castellammare di Stabia la sezione di prua del Emile Bertin terzo Bâtiment Ravitailleur de Forces della Marine Nationale

A Castellammare di Stabia presso lo stabilimento Fincantieri è stata varata la sezione di prua del Emile Bertin, terzo Bâtiment Ravitailleur de Forces della Marine Nationale.

Alla cerimonia erano presenti i vertici di Fincantieri e di Chantiers de l’Atlantique, alte autorità civili e militari francesi ed italiane tra le quali l’Ammiraglio Ispettore Capo Giuseppe Abbamonte, Direttore della Direzione degli Armamenti Navali – NAVARM.

I Bâtiment Ravitailleur de Forces (BRF) sono unità di rifornimento e supporto logistico strettamente derivati dalla Logistic Support Ship Vulcano (A) della Marina Militare.

Il Vulcano con le sue caratteristiche e capacità peculiari ha attirato l’attenzione della Marine Nationale che aveva la necessità di sostituire i residuali rifornitori di squadra della classe Durance entrati in servizio nei primi anni Ottanta dello scorso secolo.

Grazie alla partnership tra Francia ed Italia per i programmi Horizon/Orizzonte e FREMM, si è trovato rapidamente un accordo per rendere il programma LSS un’iniziativa binazionale coordinata dalla OCCAR, l’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione negli Armamenti.

Il programma francese e quello italiano

La Francia ha ordinato quattro BRF nel ambito del programma FLOTLOG mentre l’Italia, dopo il Vulcano ha costruito l’Atlante che, da poco, ha concluso le prove prima della consegna ufficiale alla Marina Militare; i programmi della MM prevedono la costruzione di una terza unità ora in opzione.

Fincantieri costruisce la sezione di prua dei BRF, mentre gli altri tronconi sono allestiti in Francia presso i Chantiers de l’Atlantique à Saint-Nazaire in collaborazione con Naval Group.

A Saint-Nazaire sono saldati i vari tronconi, tra cui quello di prua realizzato in Italia che, una volta varato e completato, è trainato verso la Francia.

Caratteristiche distintive dei Bâtiment Ravitailleur de Forces (BRF)

I BRF differiscono dalle LSS italiane per il disegno della prua, che è stato modificato per affrontare al meglio l’onda oceanica, per un dislocamento leggermente superiore (31.000 tonnellate) e per l’armamento che per le prime due unità francesi consiste in due impianti RapidFire da 40 mm telescopico di Thales/KNDS FR e due sistemi missilistici SIMBAD RC per missili Mistral 3 di MBDA a ricerca di calore che possono essere impiegati per difesa antiaerea ed anti UAS, nonché per il contrasto di superficie contro unità navali sottili e USV.

La LSS Vulcano attualmente dispone di un paio di impianti di mitragliere KBA da 25×137 mm a controllo manuale e ha la predisposizione per ricevere l’installazione di un cannone Super Rapido/Sovraponte da 76/62 mm posizionato a prua.

Fonte e foto credit @Fincantieri

La Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per essere sempre informato sul Mondo della Difesa comodamente dalla tua mail!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Newsletter di Ares Difesa

Iscriviti per ricevere le ultime notizie sul mondo della Difesa direttamente nella tua mail!

Basta solo l'indirizzo mail ed il nome.

Non invieremo mai SPAM e puoi cancellarti quando vuoi!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Sfoglia categorie

Articolo precedente

Italia e Giappone, entra in vigore l’accordo ACSA per il supporto reciproco delle Forze Armate

Prossimo articolo

SAKO presenta la Arctic Rifle Generation

Ultime notizie

Ultime notizie