Verso un’alternativa europea a Starlink e SpaceX

In occasione di un’intervista rilasciata alla CNBC, l’Amministratore delegato e CEO di Leonardo, Roberto Cingolani, ha dichiarato che il Gruppo da lui guidato lavora per realizzare un’alternativa europea al sistema di comunicazione satellitare Starlink, ad orbita bassa (Low Earth Orbit), della statunitense SpaceX.

Cingolani ha specificato che Leonardo ha in corso colloqui con Thales, con cui è partner di Thales Alenia Space e di Telespazio, ed Airbus Defence and Space per creare una sorta di alleanza spaziale europea.

Peraltro, sempre a detta di Cingolani, la normativa europea in temi di antitrust dovrebbe essere modificata, vista la gravità della situazione attuale che non permette di affrontare la questione con le normali tempistiche burocratiche europee.

Cingolani si è detto convinto che il progetto, grazie alla volontà delle parti interessate, potrebbe essere completato con successo in pochi mesi e non in anni, creando una reale alternativa a SpaceX.

Più problematico sarebbe il discorso relativo al razzo vettore poiché l’Europa non dispone ancora di un sistema come il Falcon 9 di Space X, riutilizzabile che ha permesso alla società nordamericana di rivoluzionare tempi e costi dei lanci nello Spazio.

Starlink è una costellazione di satelliti in orbita bassa concepita per fornire servizi internet a banda larga in tutto il mondo, in particolare nelle aree rurali e scarsamente servite da altre reti.

Il sistema ha assunto notorietà a causa della guerra in corso tra Russia ed Ucraina con la precedente amministrazione Biden che aveva autorizzato SpaceX a fornire i servizi satellitari a Kiev; in seguito sono nate controversie tra il proprietario di SpaceX ed il Governo di Kiev con sospensioni e riattivazione dei servizi usati dalle Forze Armate ucraine per supportare le proprie comunicazioni.

Proprio queste problematiche hanno spinto diversi Paesi (tra cui l’Italia) a rivedere contratti e la possibilità di assegnarli a SpaceX, non volendo rimanere potenzialmente ostaggi di decisioni mutevoli sulla fornitura di servizi considerati essenziali per la sicurezza nazionale.

Il programma IRIS 2

Come è noto, la Commissione Europea finanzia il programma IRIS 2 il cui sviluppo è iniziato nel 2024, con un budget di 2,4 miliardi di euro assegnati dalla Unione Europea ed altri 750 milioni dalla ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

IRIS 2 è pensato per fornire servizi ad alta velocità internet al continente africano che ne è del tutto sprovvisto o quasi, e coprire ovviamente l’Europa che ha sempre più “fame” e necessità di questi servizi.

IRIS 2 come del resto avviene già per i satelliti Galileo, avrà una duplice veste civile e militare, riservando alla Difesa determinati canali e funzioni.

Fonte NCBC

Immagine credit @Commissione Europea

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