In Sud America, in Colombia si sono riaccesi violenti scontri tra gruppi armati anti governativi che hanno causato la morte di oltre ottanta persone.

Gli scontri sono avvenuti nella regione di Catatumbo, nel nord-est della Colombia tra l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) ed ex-guerriglieri delle FARC.
Stante la situazione il Governo di Bogotá ha inviato nell’area oltre cinquemila soldati per rafforzare la sicurezza e riportare la calma nella regione.
La Colombia vive costantemente sul filo del rasoio, pur essendo in vigore dal 2016 l’accordo di pace tra le istituzioni e la FARC; le violenze non si sono placate ed avvengono scontri molti sanguinosi tra costole delle ex FARC di guerriglieri che non hanno smobilitato, l’ELN, formazioni di paramilitari di destra e narcos.
La situazione è divenuta talmente critica da costringere il Presidente Petro a sospendere i negoziati in atto con l’ELN che conta quasi seimila militanti armati e, secondo le autorità di Bogotà, ha rapporti attivi con i narcotrafficanti.
I violenti scontri si riverberano anche sul confinante Venezuela che ha visto affluire nel proprio territorio migliaia di colombiani che vogliono sfuggire dal conflitto e che non ha buoni rapporti con la Colombia.
Ovviamente, questa situazione di emergenza si aggiunge alla situazione di crisi economica-sociale in cui versa il Venezuela, costringendo le autorità a prendere le misure necessarie ad affrontare il problema.
Foto credit @Ejército Nacional de Colombia

